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Trump vuole la guerra, nuova impennata del prezzo del petrolio. Mercati molto agitati

Tregua in Iran appesa a un filo, ecco le conseguenze immediate

Trump vuole la guerra, nuova impennata del prezzo del petrolio. Mercati molto agitati
Traders work on the floor at the New York Stock Exchange in New York, Monday, March 2, 2026. (AP Photo/Seth Wenig)

I prezzi del petrolio oggi avanzano ancora, dopo essere aumentati di quasi il 3% nella sessione precedente, sulla scia delle dichiarazioni del presidente Trump, secondo cui il cessate il fuoco con l’Iran è “in coma”. Più nel dettaglio in Asia il Brent sale a 105 dollari e il Wti torna vicino a quota 100 dollari al barile.

I listini asiatici avanzano misti, dopo che il settore dei chip ha perso slancio, specie Seul che arretra del 3%, registrando forti prese di profitto dopo il balzo di ieri del 4%. Tokyo avanza intorno allo 0,4% e anche Hong Kong cresce leggermente (+0,1%) mentre Shanghai perde lo 0,6%.

I future a Wall Street sono deboli e quelli in Europa cedono oltre mezzo punto percentuale, dopo che ieri gli indici azionari statunitensi hanno chiuso in leggero rialzo, raggiungendo nuovi massimi storici, mentre il dollaro si è rafforzato in attesa dei dati odierni sull’inflazione Usa e dell’incontro tra Donald Trump e il leader cinese Xi Jinping. I future del Dow Jones limano lo 0,05%, quelli dell’SS&P 500 cedono lo 0,47% e quelli del Nasdaq lo 0,47%. Il prezzo del gas al Ttf apre in netto rialzo (+6,5%) a 47 euro al megawattora.

L’euro è in calo nei confronti del biglietto verde nei primi scambi della mattinata, ma resta sopra quota 1,17 dollari. La divisa europea passa di mano a 1,1752 dollari (-0,25%) e a 185,28 yen (+0,12%). Dollaro/yen a 157,64 (+0,34%).