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Ue, Gentiloni agli Affari economici? Addio alle procedure d’infrazione

Ue, Gentiloni agli Affari economici? Addio alle procedure d’infrazione
Gentiloni

Come ufficializzato stamane dal presidente della Commissione Ue, Ursula von der Layen, l’ex premier italiano Paolo Gentiloni è il nuovo Commissario Ue agli Affari Economici, un ruolo che è quello di vero e proprio arbitro dei conti pubblici dei paesi membri. La Commissione Ue, formata da 28 commissari (uno per paese) è infatti l’organo cui compete redigere le proposte di nuovi atti legislativi europei, rendendo inoltre operative le decisioni del Parlamento e del Consiglio Ue, ad esempio assegnando i finanziamenti Ue e assicurando il rispetto della legislazione comunitaria.

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Gentiloni subentra al francese Pierre Moscovici e dovrà garantire la solidità economica delle proposte della Commissione e approfondire l’Unione economica e monetaria così da creare le condizioni per l’occupazione, la crescita e gli investimenti. Un tema quest’ultimo caro non solo all’Italia, ma sempre più anche alla Francia e persino alla Germania.

Berlino infatti secondo le ultime indiscrezioni starebbe pensando di creare uno “shadow budget” dando vita a entità giuridiche fuori dal perimetro pubblico che potrebbero approfittare dei tassi a zero per indebitarsi e rilanciare così gli investimenti infrastrutturali di cui il paese ha bisogno, aggirando le regole formali di bilancio su cui Angela Merkel non pare, ancora, intenzionata a fare concessioni.

Gentiloni dovrà poi garantire l’applicazione del patto di stabilità e crescita, altro punto che si preannuncia particolarmente “caldo” visto la richiesta italiana (ma non solo) di aggiornarlo e ammorbidirlo, una richiesta che sembra poter ricevere l’appoggio di Christine Lagarde, che a novembre succederà a Mario Draghi ai vertici della Bce, ma che si scontra contro l’asse dei paesi “rigoristi” che temono di dover essere costretti a pagare i debiti degli stati “spendaccioni del Sud”.

Lo scontro rischia di essere frontale col premier austriaco Sebastian Kurz, che in questi giorni è tornato ad ammonire che l’Italia “non può diventare una seconda Grecia” e che “in ogni caso” l’Austria non è disposta “a pagare i debiti dell’Italia”, chiedendo semmai che l’aggiornamento del patto di stabilità e crescita veda l’introduzione di sanzioni automatiche in caso di violazione delle norme e dei limiti fissati. Una voce di cui si dovrà tener conto visto che all’Austria, con Johannes Hahn, è andato il ruolo di Commissario al Bilancio e amministrazione.

Sempre il commissario agli Affari Economici è poi chiamato a rivedere la legislazione europea in materia di sorveglianza fiscale e macroeconomica e le regole di bilancio, che dovranno tra l’altro tener conto dell’uscita della Gran Bretagna dal blocco comunitario e dal bilancio comune ma che, come detto, vedono i paesi rigoristi ancora schierati in difesa delle norme attuali. 

All’ex premier italiano, insomma, spetterà il compito politicamente “sensibile” di valutare se procedere con la richiesta di apertura di procedure d’infrazione o meno contro i singoli stati salvo aggiustamenti di rotta come quelli che il primo governo Conte dovette attuare quest’estate dopo essere finito nel mirino della Commissione guidata da Jean-Pierre Juncker. 

Infine, spetterà a Gentiloni anche incoraggiare ulteriori riforme strutturali nei paesi della zona euro e prendere decisioni sul sostegno ai paesi in difficoltà, cercando al tempo stesso di sviluppare un sistema di imposta sul valore aggiunto (Iva) a livello Ue, migliorare il funzionamento del mercato interno in materia di imposte dirette e indirette e combattere la frode fiscale e l’evasione fiscale, sviluppando infine un’unione doganale Ue efficiente.

Ora che è stato ufficializzato l’elenco e i i ruoli dei commissari, approvati dal Consiglio Ue, la parola passa al Parlamento europeo che dovrà votare l’intera squadra e la sua composizione, dopo che le singole commissioni parlamentari avranno valutato, per competenza, i singoli commissari in seguito ad apposite audizioni. Non per tutti i commissari la fiducia è scontata e proprio sulle eventuali lungaggini e difficoltà di ratifica della Commissione Ue si potrà capire quanta coesione esiste realmente tra i vari paesi membri e se Gentiloni avrà spazio di manovra o rischierà di dover giocare in difesa ogni volta.

Luca Spoldi