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Economia
Ue, mercato dell'auto continua a salire. Prima assemblea Fiat ad Amsterdam

Fca  centra il terzo mese consecutivo di crescita per le vendite di auto nell’Europa dei 28 più le nazioni aderenti all’EFTA. le statistiche ci dicono che a marzo il mercato è cresciuto del 10,8 per cento rispetto allo stesso mese dell’anno scorso, con quasi 1 milione 651 mila immatricolazioni, ma il gruppo di Marchionne è riuscito a fare meglio, un record nel record insomma. Intanto, il trasloco di Fiat Chrysler ha preso forma oggi con la prima assemblea fuori dall'Italia, in un albergo del centro di Amsterdam, il Sofitel Legend Le Grand. Aprendo i lavori i presidente John Elkann ha parlato del 2014 come di un anno “molto positivo” per i risultati economici ottenuti, e ha sottolineato che con la nascita di Fca “tutto è cambiato per sempre”. Tra le sfide del 2015 citate da Elkann c'è l'avvio della produzione della fabbrica brasiliana di Pernambuco, che verrà inaugurata ufficialmente fra due settimane da Elkann, Marchionne e tutto il board Fca.

Marchionne, che ha illustrato la sintesi dei risultati, ha detto che “in Europa abbiamo voltato pagina riportando i conti in nero nel 4° trimestre; il focus sulla produzione di veicoli premium inizia a dare risultati”. Il Vecchio continente dovrebbe chiudere il primo trimestre “in linea con l'ultima parte del 2014”, ovvero con un lieve attivo. Confermate le stime sui risultati consolidati 2015 fornite a fine gennaio: consegne di veicoli tra 4,8 e 5 milioni di unità; ricavi a 108 milioni di euro (da 96); Ebit a 4,1-4,5 miliardi; utile netto tra 1 e 1,2 miliardi; debito industriale netto fra 7,5 e 8 miliardi di euro. A una domanda di un azionista, il manager ha risposto che gli scostamenti nelle singole regioni - l'Europa che va meglio del previsto o il Brasile che va peggio - per ora si compensano e permettono di prevedere un risultato in linea con le stime di gennaio.

Rispondendo a una domanda di un socio, Marchionne ha poi escluso che possano essere messi in atto scorpori di altre attività dopo quello di Ferrari. “Abbiamo scorporato Ferrari perché non è una casa automobilistica tradizionale, ma è impensabile che una mossa simile possa avvenire per Maserati o Alfa Romeo: sarebbe infatti impensabile sviluppare questi marchi senza il sostegno di un gruppo come Fca alle spalle”.

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