L’Italia rispetterà gli impegni presi con l’Europa sul deficit di bilancio. Lo ha confermato il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, questa mattina all’ingresso della riunione dell’Eurogruppo a Milano. “Il target del 2,6% era un obiettivo compatibile con un quadro macro diverso” ha detto Padoan, che comunque conferma l’impegno a non salire oltre il 3% “rispetteremo i vincoli”.
Da parte della Germania “non ci sono resistenze, c’e’ accordo” su un patto per la crescita in Europa. “Il patto per la crescita e’ una proposta di tutti, e’ gia’ sul tappeto, si fonda su riforme strutturali, mercato interno e finanza per la crescita”. Padoan ha ripetuto quanto affermato nell’intervento di ieri all’Eurofi: “Bisogna cambiare approccio, l’Europa deve mettere la crescita e l’occupazione al centro”.
Sempre a Milano, il governatore della Bce, Mario Draghi, che già ieri nell’incontro informale di Milano ha insistito sulla necessità di investimenti, ha sottolineato che la “ripresa è fragile, ma continuerà”, e non ha fatto mancare il richiamo alla necessità di “riforme più ambiziose: non vedremo una crescita significativa senza misure strutturali”. Il numero uno dell’Eurotower ha quindi parlato del Patto di Stabilità e Crescita tanto criticato come di un “àncora per la fiducia nell’Eurozona” e ha invitato a rispettarlo: “Non dobbiamo scordare i profondi squilibri economici del passato e i progressi fatti” grazie ad esso.
A Padoan e Draghi ha fatto eco il presidente dell’Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem: “Credo che tutti siano d’accordo sull’idea che le priorità in Europa siano la crescita e l’occupazione“, il grande dibattito è su quali politiche usare per ottenere la crescita occupazionale e l’occupazione e quale mix di politiche si tengano insieme”. Una timida apertura alla necessità di investire arriva dal ministro tedesco delle Finanze, Wolfgang Schaeuble, che dice: “Siamo in un ambiente economico che
richiede un rafforzamento degli investimenti in Europa, Germania inclusa”. Per la crescita sostenibile servono così “più investimenti, rispetto del consolidamento, riforme e quadro regolatorio migliore”.
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Nel complesso, l’Eurogruppo ribadisce l’impegno “per ridurre in maniera effettiva il carico fiscale sul lavoro”, come si legge nel comunicato finale. Si tratta di “una chiara priorità politica” e nel corso dell’incontro odierno sono stati definiti dei principi comuni su come raggiungere l’obiettivo.
Quanto alla richiesta della Francia di spostare il rientro del rapporto deficit/pil, attualmente sopra il 3%, al 2017 – decisione che dovrà passare al vaglio della commissione Ue – Padoan risponde laconico: “Parigi è Parigi”. Padoan ha poi ribadito che da parte della Germania “non ci sono resistenze, c’è accordo” su un patto per la crescita in Europa: “Il patto per la crescita è una proposta di tutti, è già sul tappeto, si fonda su riforme strutturali, mercato interno e finanza per la crescita”.

