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Safe harbor, nuovo accordo Usa-Ue

Dopo la revoca dell’intesa invalidata dalla Corte di giustizia Ue, le nuove regole prevedono compensazioni per i cittadini che abbiano subito danni e un monitoraggio costante

Accordo raggiunto in extremis ma nei tempi previsti sul nuovo quadro legale per tutelare la privacy dei cittadini europei i cui dati personali vengono trasferiti negli Usa. L’intesa, che va a sostituire il decaduto ‘Safe Harbor’ invalidato dalla Corte Ue dopo il caso Schrems che aveva vinto contro Facebook, è stata annunciata dalla commissaria Ue alla giustizia Vera Jourova. Tre i pilastri del nuovo meccanismo di tutela: forti obblighi per le società che trasferiscono i dati personali e per il governo americano, con l’introduzione per la prima volta di un meccanismo di compensazione per i cittadini Ue, e un’effettiva protezione dei diritti dei cittadini europei come richiesto dalla Corte di giustizia. Fondamentale sarà anche il carattere dinamico del nuovo accordo, in quanto verrà costantemente monitorato e rivisto per verificare il suo effettivo funzionamento.

 In una nota la Commissione europea indica che l’accordo sullo “scudo per la privacy” riflette i requisiti indicati dalla Corte di giustizia Ue nella sentenza di ottobre che aveva dichiarato il vecchio safe harbor illegale.

 L’accordo prevede obblighi stringenti per le società che maneggiano dati personali. Le imprese americane che vogliono “importarli” in terra Usa dovranno impegnarsi a rispettare una serie di vincoli sul modo in cui i dati vengono processati e sulla garanzia dei diritti individuali. Il dipartimento del Commercio Usa vigilerà sulla pubblicazione degli impegni in tal senso.

 Per la prima volta gli Usa hanno dato assicurazioni scritte che l’accesso delle autorità pubbliche americane per il rispetto della legge e della sicurezza nazionale sarà soggetto a chiari limiti e a meccanismi di salvaguardia e di controllo esterno. Tali eccezioni saranno usate solo “quanto necessario” e saranno “proporzionate”.  Gli Usa hanno escluso una sorveglianza di massa indiscriminata sui dati personali.

 Per controllare regolarmente il funzionamento dell’accordo ci sarà una verifica congiunta annuale che includerà anche la questione dell’accesso di sicurezza nazionale.

 Le imprese avranno un tempo massimo entro il quale rispondere ai ricorsi da parte di cittadini Ue che si ritengono danneggiati. La Ue può inviare ricorsi al dipartimento del Commercio Usa e alla Federal Trade Commission. Il meccanismo di risoluzione delle dispute sarà gratuito e per i ricorsi ci sarà accesso alle autorità nazionali di intelligence. Sarà creato anche un nuovo ombudsman, un garante super partes.