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Economia
Uil/ Barbagallo ad Affari : "Renzi non investe abbastanza. Recessione anche nel 2015"
LA SCHEDA/ DA OPERAIO BAMBINO A LEADER SINDACALE. ECCO CHI CARMELO BARBAGALLO..

di Andrea Deugeni
twitter@andreadeugeni

"Mancano totalmente gli investimenti pubblici e privati. L'Italia rischia la recessione anche nel 2015". Altro che effetto espansivo e un Pil in crescita almeno dello 0,6% (previsto dal Tesoro per il prossimo anno). Il segretario generale in pectore della Uil (la prossima settimana arriverà l'investituta ufficiale da parte del Congresso nazionale del sindacato dopo le dimissioni di Luigi Angeletti) Carmelo Barbagallo critica in un'intervista a 360° la legge di Stabilità messa a punto dal governo Renzi e si dice "per niente fiducioso sull'effetto espansivo della manovra". "Siamo già un Paese che non fa figli perché i giovani non hanno stabilità nel lavoro. Condannato a zero sviluppo economico", spiega. "E il Job Act, quindi, che aumenta la flessibilità in entrata non ha senso", aggiunge. E su Renzi...


L'INTERVISTA

E' fiducioso sull'effetto espansivo della legge di Stabilità per il prossimo anno?
"No. Non sono per niente fiducioso".

Perché?
"Mancano gli investimenti pubblici e privati accennati da almeno otto mesi anche dal governatore della Banca d'Italia Ignazio Visco. Persona non iscritta al sindacato. Il presidente del Consiglio Matteo Renzi va affermando da un po' che lo stesso vincolo del 3% nel rapporto deficit/Pil è antistorico, ma le politiche economiche varate fino ad ora sono ancora nel senso dell'austerità e fino a quando si continuerà a governare le masse con questi principi il Paese proseguirà a non crescere e se non cresce il Pil non aumenta l'occupazione e neanche le stime future".

Non è affidabile dunque neanche la stima del Tesoro di una crescita del Pil dello 0,6% per il 2015...
"Certo che no. L'agenzia di rating Moody's ha appena allargato la forbice di previsione per il Pil del 2015 da un +0,5% a un -0,5% e il risultato sarà una crescita zero".

Il rischio recessione è serio...
"E' quanto di peggiore ci possa capitare. Chiedo al governo uno sforzo di qualità, una serie di misure per invertire il trend".

Quali?
"Siamo già un Paese che non fa più figli. Le giovani coppie non procreano. Un Paese in recessione e che non cresce demograficamente si condanna a zero sviluppo economico. E questo è già un primo dato. I giovani non fanno figli non perché non hanno un posto di lavoro, ma perché non c'è stabilità nell'occupazione. Dovremmo dare stabilità ai giovani e flessibilità in uscita ai lavoratori più anziani. Dobbiamo iniziare a pensarci".

Quindi il Job Act che aumenta la flessibilità in entrata non le piace...
"Assolutamente no. E' una misura che non ha senso. A volte si criticano i sindacati che tutelano troppo gli anziani e meno i giovani mentre poi il governo, proprio per i giovani, introduce maggiore flessibilità e precarietà".

Cosa cambierebbe quindi della legge di Stabilità?
"Innanzitutto, bisogna evitare che le tasse che si riducono a livello centrale non generino poi un aumento invece delle addizionali e dei servizi a livello locale. Sarebbe deleterio per i redditi da lavoro dipendente e per i pensionati. Poi farei in modo di estendere il bonus Irpef degli 80 euro anche ai pensionati che sono il vero ammortizzatore sociale delle famiglie italiane. Renzi lo aveva promesso ma poi si è pentito. Anche i pensionati hanno bisogno di un segnale di ripresa economica se vogliamo rilanciare i comuni. Infine rinnoverei il contratto del pubblico impiego".

D'accordo, ma per rinnovare il contratto del pubblico impiego serve un miliardo di euro. Dove trovarlo?
"In questi anni di mancanto rinnovo, lo Stato, al lordo degli 80 euro dato a un quarto dei lavoratori, si è appropriato di 17 miliardi di reddito potenziale. La scuola pubblica poi ha bisogno di investimenti, voce che ci vede penultimi in Europa, appena davanti alla Romania. Eppure il premier continua a parlare di buona scuola. Frasi senza senso, come quelle sulla ricerca. Per ora l'unica ricerca che c'è in Italia è quella del posto di lavoro all'estero da parte dei giovani cervelli italiani. Cerchiamo, quindi, di invertire l'impostazione della legge di Stabilità per far uscire il Paese dalla crisi. Per trovare il miliardo di risorse, taglierei 500 milioni di consulenze che non servono a nulla. Sarebbe meglio utilizzare le professionalità interne alla PA che ci sono. Infine, semplificherei l'impianto normativo".

E cioè?
"In Italia abbiamo oltre 150 mila leggi, di cui se ne farebbe volentieri a meno. Basterebbe riscrivere le leggi in italiano per tagliare poi il costo della burocrazia che deve emettere poi le circolari interpretative che, in ultima battuta, dà lavoro a magistrati ed avvocati".

Qual è il suo giudizio su Matteo Renzi? Le dà fiducia come giovane leader che si è candidato a risollevare le sorti del Paese anche in Europa?
"Mi auguro che ce la faccia. Anche se al momento mi augurerei un po' più di concretezza. Siamo a molti annunci e pochi fatti".

E' rimasto l'unico segretario uomo di un sindacato all'interno della Triplice. Chi le è più simpatica fra il segretario della Cgil Susanna Camusso e quella della Cisl Annamaria Furlan?
"Non esprimo una preferenza (ride, ndr). Per pari opportunità".

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uilbarbagallo
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