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Economia
Unicredit batte le attese e fa il pieno di utili. Bnp annuncia l'Opa su Dab

Unicredit ha chiuso il primo semestre del 2014 con un utile netto di 1,1 miliardi di euro, in crescita del 37,8% rispetto al corrispondente periodo del 2013. Nel solo secondo trimestre dell'anno, il risultato e' positivo per 403 milioni di euro. Lo comunica la banca in una nota.

Soddisfatto il numero uno Federico Ghizzoni. I risultati "ci avvicinano all'obiettivo di circa 2 miliardi di euro di utile netto per il 2014, diventato piu' sfidante alla luce della modifica dell'imposta sulla valutazione della quota in Banca d'Italia, non inclusa nelle nostre previsioni", commenta. "La nostra diversificazione geografica - sottolinea poi - si conferma un punto di forza. L'Italia mostra un utile netto in crescita e i nuovi crediti erogati sono in aumento di oltre il 50% rispetto al primo semestre 2013, a testimonianza del nostro impegno a sostenere l'economia reale".

Tornando ai conti, senza la modifica all'imposta sulla rivalutazione della quota detenuta in Banca d'Italia, Unicredit avrebbe chiuso il semestre con un utile di 1,3 miliardi di euro (618 milioni nel trimestre). Il coefficiente di capitale Cet 1, pro forma per la quotazione di Fineco e l'impatto della cessione di Dab, sale al 10,4% a fine periodo; il tier 1 ratio si attesta all'11,3% e il total capital ratio al 15%.

I ricavi nel semestre sono pari a 11,3 miliardi di euro (-3,2%) e i costi operativi a 6,9 miliardi (-1,9%); guardando al solo secondo trimestre, Unicredit ha realizzato ricavi per 5,7 miliardi, con costi operativi per 3,4 miliardi di euro.

Scendono a 82,4 miliardi di euro i crediti deteriorati lordi; la flessione registrata nel secondo trimestre dell'esercizio e' la seconda consecutiva (-0,1% rispetto ai tre mesi precedenti), ma il tasso di copertura - sottolinea la banca - resta elevato, pari al 51,2%. Le sofferenze registrano ancora una leggera crescita (+0,6% trimestre su trimestre), con un tasso di copertura del 61,1%. Il portafoglio di crediti deteriorati italiani nella prima meta' dell'anno risulta essere in flessione, mentre su base annuale il tasso di crescita e' "sostanzialmente inferiore alla media delle banche italiane".

Nel giorno dei conti, la banca guidata da Ghizzoni ha siglato con Bnp Paribas l'accordo definitivo per la vendita della quota di maggioranza della tedesca Dab Bank, pari all'81,4% del capitale.  L'istituto francese ha comunicato l'intenzione di lanciare, attraverso una sua controllata tedesca, un'offerta pubblica di acquisto, rivolta a tutti gli azionisti di Dab diversi da Unicredit, al prezzo di 4,78 euro per azione, la stessa cifra concordata per l'acquisto della quota di maggioranza.

Invariati i termini dell'operazione, annunciata lo scorso 31 luglio e subordinata all'approvazione delle autorita' competenti. La partecipazione di Unicredit in Dab, sulla base del prezzo di 4,78 euro per azione, e' valutata 354 milioni di euro. La cessione - secondo quanto comunicato nei giorni scorsi - portera' un impatto positivo di circa 180 milioni di euro sull'utile netto di Unicredit e un incremento del Common equity tier 1 di circa 8 punti base

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