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Economia

Commissione europea, Parlamento Ue e Consiglio Ue hanno raggiunto stanotte un accordo per una proposta di meccanismo di risoluzione delle crisi bancarie. La riunione del trilogo - l'insieme dei rappresentanti delle tre istituzioni comunitarie - hanno messo a punto un documento su cui i ministri concentreranno le riunioni, rispettivamente, dell'Eurogruppo di martedi', dell'Ecofin di mercoli', e del vertice del Consiglio europeo giovedi' e venerdi'. L'accordo prevede che le banche dovranno mettere a punto piani di salvataggio da far scattare in caso di difficolta' mentre le autorita' di vigilanza nazionali dovranno assicurare che tutte le misure di prevenzione dei rischi di fallimento bancario sono state messe a punto. Alle autorita' nazionali verranno conferiti ''i poteri e gli strumenti'' per assicurare che ''in nessun caso'' le perdite bancaria siano coperte in modo da ''preservare la stabilita' finanziaria e proteggere i contribuenti''.

Confermato quanto stabilito martedi' notte nel corso dell'Ecofin: il ricorso all'iniezione di capitale pubblico (bai-out) sara' tenuta come ultima ratio, e si interverra' con i fondi di risoluzione ''finanziati dal settore bancario e non dai contribuenti'' (bail-in). Ribadito che i depositi sotto i 100mila euro ''saranno completamente esenti da perdite'', mentre depositi, piccole e medie imprese e persone con oltre 100mila euro ''riceveranno un trattamento preferenziale'', vale a dire che non subiranno perdite prima di un intervento di prelievo su tutti gli altri creditori.

Gli striumenti di bail-in entreranno in vigore dall'1 gennaio 2016. Inoltre, previsto che tutte le banche in ogni stato membro dell'Unione europea (il meccanismo di risoluzione e' pensato per operare su tutte le banche dell'Ue) siano soggette ai controlli dei rispettivi governi, che dovranno verificare in che modo la risoluzione viene portata avanti e con quale ripartizione dei costi. Previsto un certo grado di flessibilita' in caso di di possibili rischi sistemici, ma vi si ricorrera' ''solo in casi di circostanze eccezionali e solo dopo un certo livello minimo di ricapitalizzazione attraverso sistemi di bail-in''.

Il consiglio Ecofin di due giorni fa aveva dato il via libera al principio per cui prima di accedere al fondo di risoluzione per assorbire le perdite si prevede il ricorso a un bail-in pari a un tetto dell'8% degli asset bancari. Qualora le perdite della banca eccedessero un valore superiore a questo 8%, si avrebbe il contributo del fondo unico pari ad 5% del valore degli asset bancari, per arrivare cosi' a una soglia di rifinanziamento del 13%. Ribadito infine che in caso di risoluzioni bancarie ''i fondi pubblici saranno esposti solo in casi estremi e giustificati''. Le banche dovranno creare fondi di risoluzione proprio entro dieci anni pari a fino l'1% del valore dei depositi coperti.

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