Unipol, i super stipendi di Cimbri e Laterza non piacciono ad Allianz, Axa e Azimut
Stipendi e bonus per il consiglio d’amministrazione, il collegio sindacale e i top manager del grande gruppo Unipol Assicurazioni presieduto da Carlo Cimbri e guidato dall’amministratore delegato Matteo Laterza non sono piaciuti a molti investitori internazionali. Lo si scopre leggendo il verbale dell’assemblea degli azionisti svoltasi lo scorso 29 aprile alla quale erano presenti 1.799 azionisti pari all’84,1% dei diritti di voto.
Se i punti all’ordine del giorno relativi al bilancio del 2025 e alla distribuzione del dividendo sono stati approvati dai soci quasi all’unanimità (spinti da oltre il 60% dei diritti di voto in mano alle cooperative), le cose sono andate ben diversamente relativamente al punto 4 all’ordine del giorno riguardante le remunerazioni per il consiglio d’amministrazione e i top manager previste per l’anno in corso (prima parte) e quelle adottate nel 2025 (seconda parte).
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Lo scorso anno, in particolare, Cimbri ha incassato compensi per complessivi oltre 1,1 milioni di euro fra componente fissa e variabile e Laterza 2,8 milioni. Ebbene: contro la prima parte si sono espressi 1.285 soci (nell’assemblea del 2025 erano stati “solo” 1.152) portatori del 10,7% dei diritti di voto e sulla seconda parte gli azionisti contrari sono stati 1.114 per oltre il 9,4% dei diritti di voto. Tra i “no” quelli di grandi investitori esteri come Allianz, Axa, Aviva, Bnp Paribas, Blackrock, Fidelity, Ubs, Vanguard e di gestori italiani come Azimut e generali oltre alle banche centrali di Kazakhstan e Irlanda.

