Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Milano » Vannacci prosegue la caccia al terzo consigliere in Lombardia: Futuro Nazionale punta al gruppo al Pirellone

Vannacci prosegue la caccia al terzo consigliere in Lombardia: Futuro Nazionale punta al gruppo al Pirellone

Dopo gli ingressi di Pietro Macconi e Luca Daniel Ferrazzi, i vannacciani trattano per allargare la pattuglia regionale. L’obiettivo è arrivare all’assemblea costituente di Roma con un gruppo autonomo e poi decidere se stare in maggioranza o all’opposizione

Vannacci prosegue la caccia al terzo consigliere in Lombardia: Futuro Nazionale punta al gruppo al Pirellone

Le manovre vanno avanti da giorni e ora l’obiettivo è dichiarato: portare un terzo consigliere regionale nella pattuglia lombarda di Futuro Nazionale, il movimento di Roberto Vannacci. Dopo gli ingressi dell’ex morattiano Luca Daniel Ferrazzi e dell’ex Fratelli d’Italia Pietro Macconi, i vannacciani cercano il passo decisivo per costituire un vero gruppo autonomo in Consiglio regionale. È questa la novità politica che agita il Pirellone. Con tre eletti, Futuro Nazionale potrebbe infatti acquisire una rappresentanza strutturata dentro l’assemblea lombarda, con spazi, visibilità e un peso negoziale molto diverso rispetto a quello di una semplice componente. Non un dettaglio tecnico, ma una leva politica: presentarsi al presidente Attilio Fontana con un gruppo già formato cambierebbe il perimetro del confronto.

I nuovi nomi che circolano al Pirellone: Marrelli e Bulbarelli

Secondo quanto riferisce Repubblica, tra i profili osservati con maggiore attenzione ci sarebbe Luca Marrelli, eletto nel 2023 nella lista Fontana. Ma nelle indiscrezioni vengono citati anche Paola Bulbarelli, volto noto in Lombardia di Alleanza Nazionale prima e poi di Fratelli d’Italia, e il leghista Riccardo Vitari, che però nei giorni scorsi avrebbe smentito un possibile passaggio.

Il quadro resta fluido e il condizionale è obbligatorio. Da settimane, attorno al progetto di Vannacci, si fanno diversi nomi di consiglieri considerati “papabili”, anche a partire dalle presenze registrate durante l’affollata conferenza al Pirellone. In platea erano stati notati, tra gli altri, i meloniani Giacomo Zamperini, Annamaria Foti e Carlo Bravo, oltre a Martina Sassoli di Noi Moderati. Presenze che non equivalgono ad adesioni, ma che confermano un’attenzione politica crescente verso il movimento.

Dai due ingressi certificati alla soglia dei 10mila iscritti

Per ora gli ingressi formalizzati restano due: Ferrazzi e Macconi. Il primo arriva dall’area morattiana, il secondo da Fratelli d’Italia, con una rottura maturata anche dentro le tensioni regionali sui dossier venatori. Già a fine maggio, dopo l’iniziativa al Pirellone, era emerso il tentativo di Vannacci di trasformare il consenso raccolto sul territorio in presenza istituzionale stabile. Ora il movimento rivendica in Lombardia oltre 10mila iscritti e guarda all’assemblea costituente di Futuro Nazionale, prevista a Roma nel weekend del 13 e 14 giugno, come a un passaggio di consolidamento. Arrivare a quella data con un gruppo consiliare lombardo già costituito sarebbe, per i vannacciani, un segnale politico forte: la dimostrazione che il progetto non vive soltanto di comizi, sondaggi e visibilità mediatica, ma comincia a incidere negli equilibri delle istituzioni locali.

L’incontro con Fontana e il nodo della collocazione

Il punto più delicato resta però la collocazione politica. I neo-futuristi hanno chiesto un incontro con Attilio Fontana, non ancora fissato, per capire come posizionarsi in Consiglio regionale: restare nella minoranza o valutare un rapporto con la maggioranza che sostiene il governatore. La questione non è semplice. Macconi e Ferrazzi sono entrambi figure provenienti dal centrodestra e appaiono distanti dall’opposizione composta da Pd, Movimento 5 Stelle, Avs e centristi. Ma l’eventuale alleanza con la maggioranza non è automatica. Dentro Lega e Forza Italia resta forte lo scetticismo verso il generale e verso un’area politica percepita come concorrente, più che come semplice alleata.