Vacchi, la holding dell’imprenditore influencer rallenta
Gianluca Vacchi balla meno felice. L’eccentrico imprenditore, vj e influencer ha visto la sua Cofiva Holding nel 2025 registrare un utile di soli 4 milioni di euro dopo quello “esplosivo” di 446 milioni di euro che era merito dei 437 milioni di plusvalenza che Vacchi aveva incassato cedendo quasi interamente la sua quota in Ima, il colosso bolognese del packaging controllato e guidato dal cugino Alberto.
Il bilancio dello scorso anno, che ha visto Vacchi non incassare un centesimo di dividendo ma mandare l’intero profitto a riserva a determinando un patrimonio netto di 458 milioni, ha registrato un valore delle partecipazioni cresciuto anno su anno da 616 milioni a 653,7 milioni dove figurano fra l’altro diverse società operanti nell’immobiliare e nelle rinnovabili oltre a obbligazioni per 327 milioni.
L’utile del 2025 è derivato da 20 milioni di proventi finanziari, appesantiti però da 13,6 milioni di oneri finanziari a fronte di 284 milioni di debiti e svalutazioni per 5,8 milioni che hanno interessato le quote di controllo di Kebhouze (catena di street food) e di GV Aviation (noleggio del jet di Vacchi).
La posizione finanziaria netta è rimasta comunque positiva per 108,3 milioni, mentre le citate obbligazioni sono in pegno a tre banche creditrici: Allianz Bank (emanazione dell’omonimo gruppo assicurativo tedesco) per 100 milioni, Banca Aletti (gruppo Banco Bpm) per 133 milioni e Fideuram Ispb per 8,4 milioni. Nello scorso maggio la holding di Vacchi ha sborsato 78,3 milioni per il 45,4% della romana Lizard Renewables, operante nelle rinnovabili.


