Mentre si discute di lavoro a 14 anni, 190mila under 30 entrano nel mercato senza saper leggere una busta paga
La proposta di reintrodurre il libretto di lavoro a 14 anni, rilanciata da Roberto Vannacci all’assemblea costituente di Futuro Nazionale, ha riacceso il dibattito sull’ingresso precoce dei giovani nel mondo del lavoro. Ma il nodo, prima ancora dell’età, è un altro: chi entra oggi nel mondo del lavoro, spesso non sa leggere una busta paga, capire come funzionano i contributi o gestire una domanda di disoccupazione.
Secondo la ricerca Educazione finanziaria a ritmo della Gen Z di Value Partners e AIEF, presentata al Senato della Repubblica il 23 giugno 2026, solo il 35% dei giovani italiani della Gen Z possiede competenze finanziarie di base, collocando l’Italia tra gli ultimi Paesi dell’area OCSE. Un quadro che si riconferma anche nei dati dell’Edufin Index 2025 realizzato dall’Osservatorio su consapevolezza e comportamenti finanziari e assicurativi degli italiani, che stima come la competenza finanziaria della fascia 25-34 anni si ferma a 55 punti su 100, 6 punti in meno rispetto agli adulti tra i 45 e i 64 anni.
Un fenomeno preoccupante, soprattutto considerando che solo nel mese di giugno le imprese italiane hanno programmato 190mila assunzioni di under 30, secondo il bollettino del Sistema Informativo Excelsior di Unioncamere e Ministero del Lavoro.
Diventa più importante che mai conoscere i meccanismi fiscali di base: cosa succede quando il contratto finisce, come si gestiscono più redditi nello stesso anno, o quando si ha diritto alla NASpI.
In questo vuoto si inserisce Personal Fisco, startup GovTech che accompagna i contribuenti nella gestione autonoma delle pratiche fiscali, dal 730 all’ISEE fino a bonus e agevolazioni. Tra le funzionalità pensate anche per chi si affaccia per la prima volta al lavoro, un calendario fiscale integrato con tutte le scadenze per categoria e un assistente virtuale che risponde in tempo reale ai dubbi durante la compilazione delle pratiche.
“Oggi molti giovani che firmano il loro primo contratto estivo non sanno cosa sia un’aliquota, un contributo o una detrazione, e non è una questione di pigrizia: a scuola la busta paga non si studia, e il primo lavoro arriva senza istruzioni. Il problema è che si inizia senza gli strumenti per capire cosa si firma”, commenta Alessio Serio, CEO e co-founder di Personal Fisco.
Il vademecum di Personal Fisco per chi entra nel mondo del lavoro
A chi inizia a lavorare o si trova tra un impiego e l’altro, Personal Fisco segnala cinque punti da ricordare:
1. La disoccupazione si chiede entro 68 giorni, pena la perdita del diritto. Servono almeno 13 settimane di contributi negli ultimi 4 anni. La Dichiarazione di Immediata Disponibilità (DID) oggi si compila in automatico online sul portale INPS inviando la domanda di NASpI.
2. Anche la disoccupazione genera contributi, perchéi periodi di NASpI sono coperti da contribuzione figurativa, valida ai fini della pensione. Lo Stato li accredita durante i periodi di inattività, senza far perdere mesi di anzianità contributiva. Un diritto di cui in pochi sanno.
3. Se hai avuto più lavori nello stesso anno, ogni datore rilascerà una CU (Certificazione Unica). Il modello non arriva insieme all’ultima busta paga, ma è il datore di lavoro a rilasciarlo entro il 16 marzo dell’anno successivo. Se si usa il 730 precompilato sul sito dell’Agenzia delle Entrate, è fondamentale verificare che siano presenti tutte. Se ne manca anche solo una la dichiarazione risulta incompleta.
4. La Naspi è reddito e va dichiarata. L’INPS, come qualsiasi datore di lavoro, rilascia a marzo una CU specifica per i mesi di NASpI percepiti. Chi ha lavorato parte dell’anno e poi ha ricevuto la disoccupazione si troverà con due CU da inserire nel 730.
5. Gli elementi principali da leggere in busta paga sono lo stipendio lordo, quello netto, e le trattenute INPS e IRPEF. In fondo, controllare sempre il residuo ferie: nei contratti stagionali, se non sono state fruite, devono essere pagate nell’ultima busta come “Indennità ferie non godute”, mentre gli straordinari e i festivi devono comparire con la relativa maggiorazione.
“Un ragazzo che sa leggere la propria busta paga e sa cosa gli spetta è innanzitutto un contribuente più consapevole. L’autonomia fiscale è una forma di libertà”, conclude Alessio Serio.

