La corsa verso il Colle sembra ormai essersi aperta ufficialmente dopo che la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in un’intervista rilasciata su Rete 4 da Nicola Porro ha aperto alla possibilità di avere, nel prossimo futuro, un presidente della Repubblica di Centrodestra. A dire la sua oggi anche Roberto Vannacci, leader di Futuro Nazionale.
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“Sento la responsabilità ed è un fardello pesante, perché i numeri stanno diventando sempre più importanti. Ogni volta che un simpatizzante mi fa una richiesta gli dico che è un ulteriore mattone che si aggiunge al fardello che mi porto sulle spalle. La politica vera è quella al servizio dell’elettorato e non quella delle stanze del potere. Il politico che si mette in gioco deve poi saper dare delle risposte, o almeno provarci”, ha esordito Vannacci su Radio Cusano, nel corso del programma “Battitori Liberi”, condotto da Gianluca Fabi e Savino Balzano.
“Penso che sia il principale compito di una persona che si mette al servizio del Paese. Non tutto quello per cui ci si impegna può essere perseguito, ma bisogna essere chiari proprio per questo con i cittadini, smetterla di fare promesse e dire che ci sono obiettivi con una certa possibilità di successo ed altri da vedere con ampio raggio, come la remigrazione che è un processo lento e si può realizzare come quando si mangia un elefante un boccone alla volta. Dobbiamo smetterla di vendere fumo”, ha aggiunto il generale.
“Non esiste il tabù da parte dei cittadini, ma esiste il tabù da parte di molte forze politiche per un Presidente della Repubblica di destra. Sentivo un esponente della nostra sinistra inalberato che richiedeva un patentino di antifascismo per i candidati presi in considerazione per il Colle. Questo rivela un atteggiamento antidemocratico, senza prendere in considerazione che chi assume cariche di quel livello giura fedeltà alla Costituzione e non all’antifascismo. Direi che bisogna superare altri tabù, quando si parla del Presidente della Repubblica in genere l’attenzione viene rivolta a chi ha rivestito cariche ministeriali o politiche, mentre la Costituzione dice che può essere anche un normale cittadino e può essere scelto anche tra cittadini che si sono distinti. Io rilancio proprio questo, perché anziché pensare ai soliti nomi non pensiamo ad altre figure? Non ho un nome, ma mi riservo di farne qualcuno”, ha proseguito Vannacci.
“Meloni al Quirinale? Perché no, è una persona capace. Per noi, come Futuro Nazionale e come Roberto Vannacci, potrebbe essere un’opzione purché riveda alcune posizioni. Non so quanto potrei essere invogliato a votarla se non si impone per portare le preferenze nella legge elettorale, o se continua a seguire l’agenda Draghi, o se supporta questa Commissione Europea e il Green Deal. Meloni mi piace, mi piacciono i suoi propositi di inizio legislatura, ma ritengo sia necessaria una correzione di rotta. Questo parlare del Quirinale è la dimostrazione della vecchia politica che pensa al potere e alle poltrone. Invece di proporre un sogno di un Paese diverso, che ritorni a brillare per le proprie eccellenze, si pensa ad occupare le poltrone del Quirinale, della prossima legislatura, delle partecipate. Questa politica non ci piace, pensiamo a cambiare questo Paese, a metterci al servizio dei cittadini, a riportarlo al suo splendore, sembra quasi che l’ordine delle priorità si sia invertito. Le poltrone e il potere verranno poi di conseguenza”.

