Warren Buffett e il suo "occhio agli abbagli". Tra rally, mercati e sistemi analitici obsoleti - Affaritaliani.it

Economia

Ultimo aggiornamento: 13:59

Warren Buffett e il suo "occhio agli abbagli". Tra rally, mercati e sistemi analitici obsoleti

Non passa più tutto da Wall Street, ma dalla Casa Bianca

di Marco Santoni

Rally e previsioni sbagliate, così sui titoli in Borsa non ci sono più certezze. La profezia di Buffett

Gli analisti di Borsa sono preoccupati, la sensazione sempre più diffusa è che sia finita un'epoca. I vecchi strumenti che garantivano sulla qualità degli investimenti, improvvisamente sembrano non funzionare più. Ormai quasi tutto - riporta Il Corriere della Sera - transita non tanto da Wall Street, ma dalla imprevedibile politica economica di Washington. Fino a poco tempo fa l’azione americana in Venezuela sarebbe stata accolta con trepidazione dai listini, oggi tutto è avvenuto senza panico. Anzi peggio, quasi con indifferenza. Nessuno sa che cosa accadrà domani. Quindi si preferisce nascondere la testa. Come lo struzzo. L’aria è pesante ma nessuno ha il coraggio di aprire la finestra.

Persino il geniale Warren Buffett, che non ha mai disprezzato i numeri semplici, poco prima di lasciare il suo leggendario Berkshire Hathaway ha avvertito che affidarsi al solo p/e è il modo più rapido per prendere abbagli memorabili. Il problema - prosegue Il Corriere - è che questo indicatore consente di dare risposte rassicuranti solo a chi non è del mestiere. Oggi si sottovaluta soprattutto il rischio mentre si premia la convenienza. A complicare tutto c’è l’eredità delle politiche fiscali e monetarie dell’ultimo decennio. Tassi prima artificialmente compressi, poi improvvisamente restrittivi hanno alterato il costo del capitale e reso le valutazioni poco confrontabili nel tempo.