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Spettacoli
Danza: al via il festival Milano Oltre

In apertura del focus (29/30 settembre) in scena bODY_rEMIX/gOLDBERG_vARIATIONS, creazione del 2005 ideata per il Festival Internazionale di danza contemporanea della Biennale di Venezia. Lo spettacolo è stato nel repertorio della Compagnia fino al 2012 e viene ora riallestito appositamente per il Festival MilanOltre.
In questo lavoro di Marie Chouinard
, i dieci danzatori della compagnia sperimentano la libertà: come in uno spettroscopio del gesto, li vediamo utilizzare diversi strumenti e accessori (protesi, corde, imbracature, carrelli, grucce) in grado allo stesso tempo di liberare, incatenare e creare il movimento.
Questo uso degli accessori consente ai corpi dei danzatori di dare origine a forme e dinamiche insolite ed esplora un universo in cui la coreografia vuole riflettere la condizione umana. 
Un'esteta sopra le righe, Marie Chouinard presenta la sua visione dell'incontro tra l'indeterminatezza dell'altro e l'ovvietà della bellezza, che si sfiorano a ritmo delle Variazioni Goldberg di Johann Sebastian Bach.
Stravagante, sontuoso, aspro, il movimento scandaglia l’insolubile mistero del corpo degli esseri umani.
bODY_rEMIX/gOLDBERG_vARIATIONS è «una fantasia visiva selvaggia in un continuum da capogiro. Marie Chouinard ha costruito uno spettacolo fantasioso che allo stesso tempo è modellato da un rigore matematico ispirato alle celebri variazioni di Bach. Una esploratrice costante di nuovi linguaggi, Marie Chouinard mostra ancora una volta di essere in grado di turbare le profondità dell'animo umano, diventando una sorta di profeta post-freudiana  (o, meglio ancora, una profeta post-junghiana) che è in grado di decostruire e ricostruire la realtà con nuove visioni mitiche». (Paola Bruna, Il Gazzettino, Venezia, Italia, 2005)
 

Seguono sue doppi programmi in prima nazionale: il 2 ottobre la Compagnia propone Soft virtuosity, still humid, on the edge, la più recente creazione di Chouinard (giugno 2015, Stoccarda), esplora in 50 minuti diversi schemi di tempo, passando dalla frenesia all’estrema lentezza.
Un gioco continuo e fluido che sperimenta varie forme di deambulazione sulle punte e sulle mezze punte: il passo si fa ora dolorante o zoppicante, ora libero e divertente.
Sullo sfondo il caleidoscopio dei volti dei danzatori ripresi e proiettati in diretta nella loro mutazione lenta e costante completa questo affresco del magma umano, duttile, rapido e malleabile, che, come nella vita reale, talvolta si ferma e va lento, talvolta accoglie cambiamenti e va più veloce.
Completa la serata Henri Michaux: Mouvements. Nel 1980 Marie Chouinard scopre il libro Mouvements di Henri Michaux (1899-1984); si appassiona al poema e ai disegni di inchiostro. Decide quindi di interpretare i lavori di questo grande artista e di far danzare questi “movimenti d’inchiostro, festa di macchie e di braccia che si muovono su e giù”.
La trasposizione dal libro alla danza è stata fatta “parola per parola”, persino il poema centrale del libro e la postfazione fanno parte della coreografia.
I disegni vengono proiettati sullo sfondo, offrendo agli spettatori la possibilità di dare una propria lettura dei lavori di Michaux.  
In sintonia con l’impatto visivo dei tratti neri disegnati su una pagina bianca, i danzatori indossano abiti neri su un pavimento bianco.
«Un suo lavoro è innovativo e ipnotico, in un modo che non avevo mai visto». Adrienne Totino, Pittsburgh Dance Review, Pittsburgh 2013

 
Il 4 ottobre chiudono il focus Étude no 1, una “danza di metallo”, amplificata dal suono elaborato in tempo reale da Louis Dufort, compositore elettroacustico che collabora con Marie Chouinard dal 1998. 
In un minimale rettangolo blu, che riflette le scarpe dalle punte di acciaio della danzatrice, che interpreta il linguaggio coreografico di Chouinard con estrema precisione e sensibilità. Una coreografia geometrica e sfrenata in cinque variazioni con temi e stili specifici. Il corpo diventa il pretesto per movimenti ora disarticolati ora ondeggianti, tradotti dall’interprete con estrema precisione e sensibilità. 
«L'assolo Étude no 1 è a dieci anni dalla sua creazione
, sempre geniale. A volo d’uccello, bambola disarticolata, Bambi su ghiaccio o bestia arrabbiata, è accompagnata da un’acustica formidabile». (Catherine Lalonde, Le Devoir, Montreal 2011
 
Ispirandosi ai 24 Preludi di Frédéric Chopin (opus 28), Marie Chouinard crea 24 Prélude By Chopincon uno spirito che riflette la sua naturale inclinazione nell'utilizzare la forma classica. In questo lavoro gioioso e solenne allo stesso tempo, la danza si fonde con la musica e i sentimenti che essa evoca: purezza, passione, introspezione, ardore, ribellione, trasfigurati in un vasto terreno di giochi proibiti scolpiti dalla luce. 
Una coreografia composita che alterna momenti di solo e duo a momenti d’insieme che uniscono dolcezza e forza, delicatezza e crudezza. Una danza energica, entusiasmante e decisamente contemporanea.
«24 Prélude By Chopin è forte. Spaventoso
. Grande arte! L'energia e la generosità trasmesse dagli interpreti sono di intensità rara». ( R. S., Le Dauphiné Libéré, Gap, Francia 2004)
 
 
MARIE CHOUINARD definita “femme sauvage du Québec” per il suo stile coreografico apparentemente rude e selvaggio, ha vissuto a New York, Berlino, Bali e in Nepal: i suoi viaggi, lasua curiosità, gli studi eclettici e la conoscenza di molteplici tecniche espressive le hanno permesso di esplorare il corpo sotto diversi punti di vista. Le sue creazioni sono un’odissea attraverso la storia dell’umanità, senza la linearità di una narrazione, con un effetto quasi operistico. Apparenti provocazioni, le sue opere sono in realtà percorsi verso la libertà e la compassione, dove l’umorismo è possibile e l’eros onnipresente. Costruzioni formalmente compiute in cui stile e sostanza sono in perfetta risonanza. In trentasette anni di attività di cui venticinque con la sua compagnia ha realizzato più di cinquanta produzioni coreografiche, performance, opere vocali, installazioni e film, spaziando dall’ideazione di costumi all’ideazione delle luci e alla passione per la fotografia e per la scrittura.
«La mia fonte è sempre stato il corpo stesso, e soprattutto il silenzio e il respiro che costituiscono l’oggetto "invisibile" della vita. Alla radice di ogni nuovo lavoro c'è sempre quello che io chiamo il "mistero", una lunghezza d'onda sconosciuta che chiama a me in maniera quasi ossessiva. Il mio lavoro consiste nel catturare questa lunghezza d'onda originaria, di "tuning" in un senso, e disponendola in spazio e nel tempo con una struttura e la forma propria. Dal 1978, questo è quello che ho fatto: ascoltare con attenzione la pulsazione vitale del corpo fino al punto di cristallizzare in un nuovo ordine. Ogni volta, ripartire da zero. Ogni volta, mi concentro e reindirizzo le mie "antenne", cerco un nuovo "stato" per monitorare questa lunghezza d'onda fino a quando tutto è in linea, come in una struttura classica, reinventata in cui, spero proprio che il mistero si svelerà allo spettatore». (Marie Chouinard)

 

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