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La religione di Roberto Benigni sembra una macedonia

La religione di Roberto Benigni sembra una macedonia
roberto benigni
Che Benigni, protagonista delle due serate su Rai 1 con “I Dieci Comandamenti”, si sia “convertito” è fuori di dubbio, ma vogliamo chiederci a quale religione? Più vicino all’ebraismo e all’Islam. Puntata speciale della rubrica di Affari, Padre Mariano, curata dal Movimento Sacerdotale Mariano

di don Bruno Armanini e Michèle Leks

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Non si è conclusa la tanto attesa performance di Roberto Benigni e sembrerebbe prematuro stendere un giudizio di qualche genere. Qualcuno però lo sta già facendo ‘gridando’ al miracolo: l’ex comunista, l’ex tutto… si è “convertito”, ha abbandonato il suo classico atteggiamento scanzonato, ecc.

A noi interessa una valutazione sugli ispiratori del grande Roberto, che al momento dei ringraziamenti ha affermato di non aver detto nulla di suo, ma raccolto il frutto del lavoro di altri. Che sia “convertito” è fuori dubbio, ma vogliamo chiederci a quale religione? I suoi ispiratori/specialisti lo hanno accompagnato ad imboccare la strada che oggi va di moda cioè ad una religione più vicina all’ebraismo e all’Islam, che praticano – come ha affermato Benigni stesso – il monoteismo, cioè il credo in un Dio unico. Ciò equivale a compiere un grosso salto all’ indietro abbandonando la religione della SS. Trinità. Gli ‘istruttori/specialisti’ di Benigni gli hanno fatto presentarci un Dio pacifista secondo il quale “cattivo è chi strumentalizza Dio”; un Dio ecologo per il quale “ forse troveremo gli animali in Paradiso”; un Dio egualitario che fonda tutta la rivoluzione dei diritti umani…Siamo indotti cosi a contemplare un Dio molto simile a quello descrittoci da Soloviev nel suo ormai classico “Anticristo”.

Insomma abbiamo avuto ieri notte la presentazione di un Dio che metterebbe d’accordo tutti: il Dio della nuova grande religione composta però dal “meglio” di tutte le altre. Banalmente si potrebbe presentarla col nome di ‘macedonia’, più elegantemente si potrebbe farla assomigliare all’ONU delle religioni dove ci vedrebbe tutte rappresentate da personaggi ben bardati con delle fogge assai folcloristiche  e seduti su degli scranni altrettanto solenni! Tutta questa voglia di cambiamento è comunque nell’aria. Se i collaboratori di Benigni mostrano nostalgia del monoteismo integrale, proprio oggi martedì 16 dicembre le monache statunitensi si incontreranno per rivendicare la libertà di compiere il classico “balzo in avanti” e proporre un’unica religione, sintesi di tutte quelle del passato e del presente.

Nei titoli di coda della lunghissima ed affascinante trasmissione si dovrebbero trovare i nomi e i cognomi (interessante sarebbe individuarli meglio) di tutte le persone che hanno collaborato. Dire che Benigni si è fatto usare dagli esperti ci sembra troppo grave. L’intelligenza dell’attore toscano è troppo lucida per dare adito a un simile insulto. Noi ci azzardiamo a dire che l’operazione è stata condotta in collaborazione cosciente nel propinarci una religione monoteista sì, ma non cattolica del Dio trinitario. Strana cosa vista a pochi giorni dal Natale quando la liturgia continuerà a proporci un Dio che si è e continua ad incarnarsi come Verbo del Padre che per opera dello Spirito Santo scende in Maria e nella Chiesa per entrare nel mondo e liberarlo dal suo Padrone, Satana.