Dal Campidoglio al palco del Circo Massimo il passo, evidentemente, è più breve del previsto. Nella seconda e ultima serata romana del Jova Summer Party, Roberto Gualtieri ha lasciato per qualche minuto bilanci, cantieri e delibere per imbracciare la chitarra accanto a Jovanotti. Risultato: una “Samba della rosa” trasformata in dichiarazione d’amore alla Capitale.
Roma ha un sindaco che suona. E ormai non è più neppure una notizia. La sorpresa, semmai, è trovarselo sul palco del Circo Massimo, davanti al pubblico di Jovanotti, con la chitarra tra le mani e l’aria di chi per qualche minuto può dimenticare buche, traffico e cassonetti.
Durante la seconda serata del Jova Summer Party, Lorenzo Cherubini ha chiamato sul palco Roberto Gualtieri per una versione tutta romana di Samba della rosa, il brano firmato da Toquinho e Vinicius de Moraes e reso celebre in Italia anche da Ornella Vanoni.
Roma da amare. E magari da aggiustare
Il testo originale è diventato una specie di manifesto sentimentale della città: Roma da vedere, sognare, capire, perdonare, servire, liberare. Ma anche, significativamente, “Roma da aggiustare”. Una parola che, pronunciata dal sindaco, assume inevitabilmente un peso particolare. Perché va bene il samba, ma prima o poi tornano sempre il Pnrr, i cantieri e il raccordo.
L’operazione è riuscita senza trasformarsi nel solito siparietto istituzionale: più jam session che propaganda, più festa che cerimoniale.
Il duetto era già nato in Campidoglio
In realtà Jovanotti e Gualtieri avevano già provato il numero ad aprile, nello studio del sindaco, durante la presentazione del tour romano. In quell’occasione Gualtieri aveva anche annunciato per Cherubini la Lupa Capitolina, riconoscimento che sarà consegnato in autunno. La scelta di Samba della rosa, poi, ha anche una piccola radice romana: la versione italiana venne registrata negli studi Forum di piazza Euclide.


