L’attore romano, 76 anni, si è sottoposto a un intervento per risolvere un problema doloroso che si trascinava da tempo. La convalescenza procede bene. E per il cinema italiano Mattioli resta una delle maschere popolari più riconoscibili della romanità.
Maurizio Mattioli si è fermato per qualche giorno. Non su un set, non davanti a una macchina da presa, ma in ospedale, dove ha finalmente deciso di affrontare un problema alla schiena che da tempo gli rendeva la vita decisamente meno comoda.
L’attore romano, 76 anni, si è sottoposto a un intervento in una struttura specializzata della Capitale. Una scelta rimandata a lungo, finché il dolore non ha presentato il conto. «Era da tempo che dovevo farlo, mi sono deciso», ha raccontato Mattioli, spiegando che l’operazione è andata bene e che il recupero procede regolarmente.
La convalescenza e il ritorno a casa
L’attore ha già cominciato ad alzarsi, aiutandosi con un sostegno per la schiena. Ancora qualche giorno di ricovero, poi dovrebbe arrivare la dimissione. E Mattioli, con il suo consueto ottimismo, promette di tornare «più in forma di prima».
La sua assenza dalle scene e dai social aveva fatto nascere qualche preoccupazione tra gli ammiratori. Dietro quel silenzio, però, non c’era alcun mistero: soltanto la volontà di affrontare con discrezione una questione personale e sanitaria.
Mattioli, una maschera romana diventata nazionale
Ridurre Maurizio Mattioli alla definizione di “caratterista” sarebbe ingeneroso. Tra cinema, televisione e teatro ha costruito negli anni una vera maschera della commedia romana: voce profonda, tempi comici immediati, battuta popolare e quella capacità tutta capitolina di trasformare l’esagerazione in un personaggio credibile.
Dai cinepanettoni alle commedie, dalle fiction agli spettacoli teatrali, Mattioli ha incarnato spesso il romano rumoroso, spaccone, sentimentale e irresistibilmente umano. Una tradizione che affonda le radici nella commedia all’italiana e che lui ha saputo traghettare verso il pubblico contemporaneo. Adesso, per una volta, niente ciak. La priorità è rimettersi in piedi. Letteralmente.


