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Spettacoli
Sanremo 2017, Ermal Meta vince il Premio Cover. 49,7% di share

Sanremo 2017, la terza serata fa il 49,7% di share con 10,4 mln spettatori

Con la serata delle cover, ascolti ancora alti ed anche in risalita rispetto a mercoledi' al 67^ Festival di Sanremo: ieri la media share e' stata del 49,7%, gli spettatori sono stati 10 milioni e 420mila. La prima parte dello spettacolo condotto da Conti e De Filippi, in onda su Rai1 dalle 21,19 alle 23,59, e' stata vista da 12 milioni 751mila spettatori con share del 49,74%, mentre la seconda parte, in onda dalla mezzanotte e fino all'1,13, e' stata seguita da 5 milioni 403mila spettatori con share del 49,18%. Il dato medio di ieri di share raffrontato con la terza serata di un anno fa evidenzia un incremento di circa due punti: nel 2016 infatti la media era stata pari al 47,88%. Quanto alla media spettatori, ieri leggera flessione, visto che lo scorso anno era stata pari a 10 milioni 462mila.

Sanremo 2017,  a Ermal Meta Premio Cover con "Amara terra mia"

E' andato a Ermal Meta il Premio Cover 2017 del Festival di Sanremo: il giovane artista di origine albanese ha eseguito "Amata terra mia" di Domenico Modugno. La sua e' stata ieri sera un'esibizione da brividi che ha emozionato l'Ariston e la sala stampa, con l'artista capace di due registri vocali. Una canzone scelta non a caso, perche' richiama il tema della lontananza e della nostalgia per la terra natia. L'annuncio della vittoria e' stato salutato con un grande applauso in sala stampa, dove erano numerosi i sostenitori di Ermal. Secondo posto per Paola Turci che ha eseguito "Un'emozione da poco" di Anna Oxa, terzo posto per Marco Masini con "Signor Tenente" di Giorgio Faletti.

Sanremo 2017: Clementino, Ron, Atzei, Ferreri i rispescati

Sono Clementino, Bianca Atzei, Giusy Ferreri e Ron i quattro Big ripescati ieri sera con il voto della sala stampa e degli spettatori a casa, restano invece definitivamente fuori i duo Nesli & Alice Paba e Raige-Giulia Luzi, che quindi questa sera non prenderanno parte al turno di semifinale. Ora a misurarsi per poter accedere alla finale di domani saranno 20 dei 24 Big in origine chiamati a prendere parte al 67^ Festival di Sanremo. Alla finale approderanno in 16. (AGI) Vic

Sannremo: Crozza, dalle divisioni della Chiesa a Berlusconi "cover di Siffredi"

Da Papa Bergoglio che parla di divisioni nella Chiesa a Silvio Berlusconi "che credeva di essere la cover di Rocco Siffredi", ai giovani di oggi e al loro essere maleducati. Maurizio Crozza anche questa sera ha affondato i suoi colpi di satira, prendendo a pretesto i troppi rimpianti che si hanno per il passato, ovvero si crede che il tempo ormai passato fosse migliore del tempo che viviamo oggi. Ancora in collegamento da Milano, il comico genovese si e' presentato vestito di bianco e gli occhiali, come appunto il Pontefice. "Scusate l'intrusione, ma siccome domenica domenica ho mandato un video negli Stati Uniti per il SuperBowl mi sembrava giusto salutare anche il Festival di Sanremo". Certo, "ieri sera mi sono intristito a vedere Keanu Reeves: io lo ricordo in 'Matrix' schivare le pallottole e ora lo vedo suonare il basso. State attenti a invecchiare bene, perche' e' un attimo che ti ritrovi a Sanremo a suonare il basso". Comunque, "bolliti a parte", il Festival "mi piace, ci sono belle canzoni, ad esempio Samuel", una volta il frontman dei Subsonica, band da cui si e' staccato. E Crozza-Bergoglio ha preso spunto di questa divisione per dire che "la Chiesa e' un po' come i Subsonica, e' piena di contrasti interni. Non so se avete visto la mia intervista di oggi al Corriere, certo stavo in mezzo alla pallonata di Giletti e la De Filippi che limonava con Robbie Williams..". Smessi i panni di Papa Francesco,e' passato a Carlo Conti e Maria de Filippi definendoli "i Bonnie e Clyde dell'Auditel, rubate gli ascolti a tutti. Anche perche' altrove c'e' il vuoto assoluto, ormai siamo ai canali navigabili..". Quindi ha preso di petto il tema festivaliero della serata: l'esecuzione delle cover da parte dei Big. E qui l'affondo: "Il governo Gentiloni e' la cover del governo Renzi, che a sua volta era la cover del governo di Berlusconi, che a sua volta credeva di essere la cover di Rocco Siffredi". Boato di risate in sala all'Ariston e in sala stampa. "Noi italiani ci sbagliamo per le cover, ci crogioliamo sulla nostalgia. Anche Maria ama il passato, ha sposato Maurizio (Costanzo, ndr) e poi si mette a baciare Robbie...E c'e' Marco Masini ha tanta nostalgia che si traveste da Giuseppe Mazzini. Siamo sempre li' - ha continuato Crozza - a rimpiangere il passato, uno pensa sempre che ci sia stato qualcosa di meglio. Ma quand'e' che si stava meglio? Negli anni '80 si rimpiangevano gli anni '60, che a loro volta rimpiangevano quelli della Bella Epoque", e via via indietro nel tempo. E a quel punto "bisogna forse andare indietro nelle grotte, forse nel Paleolitico stava un 'homo sapiens' che diceva 'si sta proprio bene, bene bene, nelle grotte". Poi pero' "l'ha schiacciato un Mammuth". Ma ora che c'e' Trump "rimpiangeremo tutti i Mammuth...". Da Crozza l'invito quindi a smetterla di pensare "che ogni generazione sia peggio delle precedenti. Vedo i miei figli che fanno video, giocano, tante cose insieme, cantano in inglese e mi chiedono soldi in italiano, e io in genovese non glieli do. Loro sono veloci, sono multitasking, noi invece avevamo i buchi nelle tasche...", cioe' soldi pochi. Eppure la situazione e' tale che "ogni volta che parliamo dei nostri figli parliamo di involuzione...". Chiudendo con la lettura di un foglio con elencata una serie di difetti e manchevolezze dei ragazzi, finendo con quella che sono maleducati. "Pensate che l'abbia scritto qualcuno di oggi? L'ha scritto Platone nel 400 avanti Cristo...".

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