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Una manifestazione e' stata dispersa da una carica della polizia domenica ad Ankara, dove contro il corteo sono stati usati idranti e lacrimogeni. A Istanbul, invece, sembra tornata la calma nonostante siano centinaia le persone tornate a occupare piazza Taksim per protestare contro l'eliminazione di un parco. Nella notte ci sono state ancora schermaglie attorno all'ufficio del premier Recep Tayyp Erdogan nella citta' sul Bosforo, con gli agenti che hanno respinto con lacrimogeni e cannoni ad acqua i manifestanti che si avvicinavano lanciando sassi. Al mattino, complice la pioggia, solo un piccolo gruppo di manifestanti e' rimasto a presidiare la piazza mentre i negozianti ripulivano le scritte anti-governo sui muri.

 

AMNESTY INTERNATIONAL: 2 MORTI E MILLE FERITI - Due manifestanti morti e un migliaio di feriti: è il bilancio degli scontri scoppiati a Istanbul e in altre citta' turche durante le proteste contro il governo, secondo quanto denuncia Amnesty International. L'organizzazione per i diritti umani ha reso noto di aver messo a disposizione una ventina di medici nella propria sede di Istanbul, che si trova poco distante da piazza Taksim, per curare i feriti negli scontri.

Anche per Human Rights Watch le cifre sono molto piu' alte di quelle indicate dalle autorita' che parlando solo di 53 cittadini e 26 poliziotti feriti in tutto il Paese. La notizia della morte di due manifestanti data da Amnesty, pero', non ha trovato per ora conferme. Il direttore di Amnesty per l'Europa, John Dalhuisen, ha osservato che gli eccessi della polizia in Turchia sono ormai un'abitudine ma ha aggiunto che "la repressione della protesta pacifica di piazza Taksim e' stata veramente vergognosa". La polizia ha riferito del fermo di 939 manifestanti a 90 proteste in 48 citta' turche.

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ERDOGAN: "NON CI FERMEREMO" - Il premier turco, Recep Tayyip Erdogan, non si piega alle proteste di piazza per salvare il parco di piazza Taksim, nel centro di Istanbul. "La polizia e' gia' intervenuta e continuera' a intervenire perche' piazza Taksim non puo' essere un'area in cui gli estremisti fanno come gli pare", ha dichiarato il premier in tv. Erdogan ha assicurato che il suo governo fara' quanto necessario "per garantire la sicurezza delle persone e delle loro proprieta'".

Il premier turco ha ribadito che il governo non intende bloccare il progetto per la costruzione di un centro commerciale e di una moschea al posto del parco Gezi, del quale verranno abbattuti 600 alberi. L'intervento del premier e' arrivato nel secondo giorno consecutivo di disordini nel centro di Istanbul. La polizia e' nuovamente intervenuta con i gas lacrimogeni per disperdere i manifestanti, dopo che venerdi' il bilancio degli scontri era stato di un centinaio di feriti e una sessantina di fermati.

Centinaia di manifestanti con le bandiere turche hanno attraversato il ponte sul Bosforo e raggiunto il lato europeo della citta' nonostante l'uso degli idranti da parte della polizia. Alcuni di loro esibivano lattine di birra, in aperta sfida alle restrizioni notturne sugli alcolici imposte dal filo-islamico Partito della Giustizia e dello sviluppo (Akp) di Erdogan.

Da lunedi' centinaia di persone sono accampate nel parco Gezi per impedire alle ruspe di abbattere i 600 alberi, polmone verde della capitale economica della Turchia. La protesta si sta allargando ad Ankara e a una decina di altre citta' in quella che appare come la prima contestazione diffusa contro il governo filo-islamico.Il premier turco, Recep Tayyip Erdogan, ha chiesto la fine immediata delle proteste per salvare il parco di piazza Taksim, nel centro di Istanbul.

"Chiedo ai manifestanti di fermare immediatamente le loro proteste e di non causare ulteriori danni ai turisti, ai passanti e ai negozianti", ha dichiarato in tv il capo del governo turco. "La polizia e' gia' intervenuta e continuera' a intervenire perche' piazza Taksim non puo' essere un'area in cui gli estremisti fanno come gli pare", ha avverto il premier. Erdogan ha assicurato che il suo governo fara' quanto necessario "per garantire la sicurezza delle persone e dei loro beni".

 Il primo ministro turco, Recep Tayyip Erdogan, ha ammesso che possono esserci stati casi di azioni "estreme" delle forze dell'ordine nei confronti della gente che in questi giorni sta dimostrando nel centro di Istanbul contro l'attuazione di un progetto di ridisegno della piazza centrale della citta'. "Si', e' vero - ha detto Erdogan - potrebbero esserci stati degli errori, una risposta un po' troppo estrema da parte della polizia". E il ministero dell'Interno ha fatto sapere con un comunicato che sara' intrapresa azione legale contro i poliziotti che hanno agito in maniera "eccessiva".

La polizia, nel frattempo, si e' ritirata da piazza Taksim, lasciando campo libero ai manifestanti che, da due giorni, stanno dimostrando contro lo smantellamento di un parco pubblico che deve fare spazio alla costruzione di un centro commerciale.

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