Julian Assange, il fondatore di Wikileaks rifugiatosi da due anni nell’ambasciata dell’Ecuador a Londra, sarebbe pronto a consegnarsi alle autorità, secondo i media britannici, in quanto affetto da problemi cardiaci. Assange, australiano di 43 anni, ha tenuto una conferenza stampa con il ministro degli Esteri ecuadoriano, nella quale ha detto che lascerà presto l’ambiasciata, senza spiegare però le motivazioni. “Lascerò l’ambasciata presto, ma forse non per le ragioni che pensa lei”, ha risposto a un giornalista che gli chiedeva conferme.
E’ poi tornato a difendersi da tutte le accuse, compresa quella di stupro che gli è stata mossa in Svezia. “Spesso viene detto falsamente – ha detto l’attivista – che io ero stato accusato in Svezia da una donna di un grave crimine, questo è falso. Nessuna donna mi ha denunciato, anzi questa donna ha smentito qualsiasi rapporto con me”.
“Si sono fatte speculazioni – ha aggiunto – su tutta una serie di comportamenti da parte mia che non sono mai stati posti in essere. Io non sono mai stato incriminato per tali reati in Svezia. Contro di me – ha continuato – c’è un’aggressiva indagine da parte degli Stati Uniti”.
Secondo SkyNews Assange necessita di cure particolari in seguito a problemi cardiaci. Il DailyMail scrive che l’ambasciata dell’Ecuador ha chiesto l’autorizzazione per farlo ricoverare, sfruttando un’auto diplomatica come ambulanza, in modo da evitare l’arresto. Le autorità britanniche avrebbero respinto la richiesta.
Il fondatore di Wikileaks si è rifugiato nell’ambasciata dell’Ecuador, nel timore – sostiene – di essere poi consegnato alle autorità statunitensi, pronte a chiedere una sua condanna all’ergastolo dopo la pubblicazione di decine di migliaia di documenti diplomatici riservati.

