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Esteri
Post Covid, il futuro passa dall'Asia. Non solo dalla Cina, anche dal Sud-est

Il futuro passa da Oriente. Se la pandemia da Covid sta insegnando qualcosa è che il ruolo dell'Asia sarà sempre più centrale nei prossimi assetti commerciali, come noto già da tempo, ma anche geopolitici. E non c'è solo la Cina, seppure il Dragone sia la calamita che per forza di cose attira tutti gli attori regionali, impegnati a trovare un equilibrio e un bilanciamento che gli consenta di non dipendere troppo dal grande vicino e allo stesso tempo preservi la stabilità economica e diplomatica. Confronto, non scontro, come abbiamo scritto tante volte su Affaritaliani in riferimento ai movimenti asiatici, sia delle potenze medie come Giappone, Corea del sud e India, sia dei paesi del Sud-est asiatico.

Chi lo ha capito prima degli altri è l'Associazione Italia-ASEAN, che lo scorso 30 novembre ha celebrato i suoi primi cinque anni di attività. Già nel 2015, i promotori dell'Associazione intravedono le potenzialità della collaborazione con i paesi del Sud-est asiatico. Un'area che entro il 2030 dovrebbe rappresentare la quarta economia al mondo, con prospettive di crescita più che robuste. 

L'obiettivo dell'Associazione è stato sin, dall'inizio, quello di incentivare gli scambi commerciali e diplomatici tra Italia e i 10 paesi dell'area Asean, favorendo la comprensione delle reciproche opportunità per imprese e istituzioni. Il tutto sotto la guida di Enrico Letta, ex premier e presidente dell'Associazione Italia-ASEAN, che ha invece in Alessia Mosca il suo segretario generale e in Valerio Bordonaro il suo direttore.

Con meno squilli di tromba rispetto alla firma del memorandum of understanding della Belt and Road Initiative con la Cina, avvenuto a marzo 2019 durante la visita a Roma del presidente Xi Jinping, in questi anni l'Italia ha intensificato i propri rapporti commerciali e politici con il Sud-est. E lo ha fatto sviluppando una relazione particolarmente proficua con il Vietnam, paese dove si è recato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, proprio nel 2015, stesso anno della nascita dell'Associazione Italia-ASEAN.

Sempre ad Hanoi è stato in visita il presidente del Consiglio Giuseppe Conte nel 2019, oltre ad altri numerosi viaggi e scambi a livello ministeriale. Tutti elementi messi a frutto proprio nel corso del 2020, quando l'Italia è diventata partner di sviluppo dell'Asean, non a caso proprio durante la presidenza di turno del Vietnam. Un ruolo importante che potrà aprire nuove opportunità a livello commerciale e diplomatico. 

Un discorso che però può valere anche a livello comunitario. Negli scorsi giorni è stato annunciato che Unione europea e Asean sono diventati partner strategici. E d'altronde, come detto all'inizio, le due organizzazioni hanno molti obiettivi comuni. Fattore sottolineato da Enrico Letta durante il suo intervento a  "Italia 2021 - Competenze per riavviare il futuro", l'iniziativa di dibattito organizzata nei giorni scorsi da PwC Italia per il quinto anniversario dell'Associazione Italia-ASEAN. Intervento nel quale l'ex premier ha citato la Regional Comprehensive Economic Partnership (RCEP), l'accordo commerciale raggiunto tra i 10 paesi Asean più Cina, Giappone, Corea del Sud, Australia e Nuova Zelanda. "E' il segnale che da quella regione giunge la prima mossa", ha detto Letta, che ha evidenziato che mentre l'Europa e gli Stati Uniti si presentano "ancora divisi al loro interno, dall'Asia giunge un messaggio molto forte".

All'evento ha partecipato anche il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, che già da prima del suo arrivo alla Farnesina insiste molto sul tasto dell'export del Made in Italy nel mondo, e in particolare in Asia. "Sono certo che le nostre piccole e medie imprese, così come le grandi aziende, specializzate in settori di punta, potranno trarre vantaggio dal nostro nuovo partenariato con l’Asean", ha detto Di Maio. "Si spazia dalla gestione della sicurezza e della lotta al terrorismo alla protezione civile, dalla tutela del patrimonio culturale alla promozione dell’agroindustria e delle energie verdi; dallo sviluppo sostenibile alla fondamentale tutela della salute umana". Il ministro degli Esteri ha parlato anche di ruolo geopolitico dell'area: "L’Asean ha assunto inoltre una centralità politica crescente, soprattutto negli ultimi quindici anni. La collocazione geostrategica dell’Asean, nel cuore della regione dell’Indo Pacifico, la rende infatti un attore chiave per preservare la pace e la sicurezza dall’area. Come membro fondatore dell’Unione Europea, l’Italia sostiene il ruolo chiave delle organizzazioni regionali nel garantire stabilità e soluzioni pacifiche delle controversie, prevenire i conflitti, promuovere tolleranza e pluralismo".

L'Italia guarda all'Asia. E deve farlo in maniera sempre più consapevole.

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