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Attacco in Cisgiordania, coloni israeliani incendiano due moschee a nord di Ramallah

Attacco in Cisgiordania, coloni israeliani incendiano due moschee a nord di Ramallah

Cisgiordania, coloni incendiano l’ingresso di una moschea vicino a Ramallah

Durante la notte alcuni coloni hanno incendiato l’ingresso di una moschea nel villaggio di Jaljilya, nei pressi di Ramallah in Cisgiordania. Lo hanno riferito i media palestinesi. I filmati provenienti dal luogo mostrano del fumo fuoriuscire dall’ingresso della moschea. Non sono stati segnalati feriti. Sul posto sono inoltre apparse scritte sui muri, tra cui le frasi: “Ragazzi, svegliatevi”, “La notte delle moschee” e “Vendetta”. Al momento non ci sono commenti ufficiali da parte delle autorità israeliane.

Israele: polizia, 5 arresti fra manifestanti ultraortodossi

La polizia israeliana ha dichiarato che cinque persone sono state arrestate durante una manifestazione di ultraortodossi ha bloccato la Route 4 vicino a Bnei Brak. Lo riportano i media ebraici. In una dichiarazione, la polizia ha spiegato che alcuni manifestanti si sono infilati sotto i veicoli nel tentativo di impedire lo sgombero della strada, dopo che la protesta contro l’arresto dei renitenti alla leva era stata dichiarata una manifestazione illegale. Secondo quanto riferito dalla polizia, sono state adottate “misure di dispersione” per sparpagliare la folla. 

Sondaggio, il partito di Netanyahu perde un seggio dopo l’accordo Usa-Iran

In un sondaggio di Kan News pubblicato martedì sera, il Likud (partito di Netanyahu) ha registrato un calo di un seggio rispetto al sondaggio precedente, dopo l’annuncio del memorandum d’intesa tra Stati Uniti e Iran. L’intera coalizione attuale sta perdendo seggi, dopo che il partito sionista religioso ha superato per la prima volta la soglia di sbarramento. Presentarsi con i partiti arabi in una lista comune indebolirebbe ulteriormente la coalizione, perdendo un altro seggio. Il Primo Ministro Benjamin Netanyahu rimane il candidato più accreditato per la carica di premier tra tutti gli intervistati, che hanno espresso un’opinione su Naftali Bennett, Gadi Eisenkot e Avigdor Lieberman. Tuttavia, tra gli elettori dell’opposizione, la maggioranza sostiene la leadership di Eisenkot: il 44% contro il 36% per Bennett. Tra gli intervistati, solo il 18% ha risposto di sostenere l’accordo firmato tra Stati Uniti e Iran. Il 55% si è opposto. Il 70% teme ancora la minaccia iraniana, anche dopo l’operazione “Roaring Harry” e la firma dell’accordo. Agli intervistati è stato chiesto se si sentissero più sicuri, quasi tre anni dopo il 7 ottobre. Solo il 26% ha risposto che il proprio senso di sicurezza è aumentato. Il 39% ha risposto di sentirsi meno sicuro. Il 40% degli intervistati ritiene che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump continuerà a essere considerato un “grande amico di Israele” anche dopo la firma dell’accordo.

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