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Esteri
Brexit, sì dalla maggioranza dei britannici


I risultati del sondaggio condotto dall'agenzia Survation per il Mail on Sunday hanno stupiti tutti: stando alle stime, infatti, ben il 51% dei britannici sarebbe a favore di un'ipotetica uscita del Regno Unito nell'Unione Europea, contro il 49% contrario. Secondo quanto promesso dal premier britannico David Cameron, il referendum si dovrà tenere entro la fine del 2017.

Sempre secondo il sondaggio pubblicato domenica, il margine a favore dell'uscita del Regno Unito dall'U.E. potrebbe salire se la crisi migratoria proseguisse, perché il 22% degli intervistati che ha detto di volere votare per la permanenza nell'U.E. ha aggiunto che potrebbe cambiare idea se la situazione peggiorasse.

Le precedenti dichiarazioni del Ministro dell'Interno, Theresa May, in una lettera al Sunday Times non avevano fatto presagire nulla di buono: la ministra aveva annunciato che il governo inglese approverà nuove regole contro l'immigrazione. I cittadini europei che non avranno preventivamente un contratto di lavoro non potranno attraversare la manica per cercare fortuna.

La May intende colpire tutti quegli stranieri che, a suo dire, si trasferiscono in Gran Bretagna solo per approfittare degli assegni di disoccupazione e dei sussidi economici. Nel mirino rientrano anche molto studenti stranieri che resteranno nel Paese anche dopo aver finito i corsi.

Tali misure andrebbero apertamente contro gli accordi di Schengen, nonché contro la filosofia politica alla base della costruzione dell'U.E. che prevede una libera circolazione di cittadini, merci e capitali all'interno dei Paesi membri.  L'adozione di tali misure prevede l'abolizione de facto degli accordi di Schengen, che consentono ai cittadini, alle merci, ai capitali e ai servizi comunitari di muoversi liberamente all'interno del mercato unico europeo.

La politica anti-immigrazione sembra essere lo specchio per allodole di Cameron, che deve riuscire a guadagnare quanto più seguito possibile in vista del Referendum del 2017. I sondaggi difatti, dimostrano l'impopolarità delle politiche accomodanti nei confronti dei migranti in Gran Bretagna, come lo stesso Cameron poté constatare nel 2014, quando una politica per l'immigrazione alquanto lassista gli costò lo spostamento di una buona parte di voti verso il partito più euro-critico di Nigel Farage.

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