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Nel silenzio dei media continuano ormai da oltre cinque mesi le proteste a Sofia, capitale della Bulgaria. Ragazzi, universitari e disoccupati, e non solo chiedono le dimissioni del governo guidato dal socialista Plamen Oresharski, ma anche i sindacati si sono uniti alle manifestazioni. Il 10 novembre scorso, dopo aver organizzato una “marcia della giustizia” nella data dell’anniversario della caduta del regime comunista, migliaia di persone hanno tentato l'occupazione di parlamento.

Molti i momenti di tensione. L’ultimo è avvenuto mercoledì 20 novembre e ha visto i giovani sfilare con armi di cartone, per far capire al Parlamento che è con le spalle al muro ed è ora di andarsene. La nuova coalizione, nata dopo le elezioni del maggio scorso, vede i socialisti alleati con il partito filoturco Dsp e governa in sostanziale continuità con l’operato dell’ex premier di centrodestra Boyko Borisov. Ciò ovviamente ha alimentato un dissenso popolare che covava già precedentemente. Ora i sondaggi danno Oresharski come ampiamente sfiduciato dalla gente.

Il Premier potrebbe dimettersi e far calmare le acque per un po’, come fatto in precedenza da Borisov. Oppure potrebbe continuare infischiandosene delle manifestazioni. Che potrebbero anche degenerare e alla fine giustificare il pugno duro del Governo contro i violenti. Certo, a prima vista sembrano esserci tutti gli elementi per l’ascesa di un qualche movimento populista che cavalchi la protesta, come è successo e succede in molti altri Paesi europei. Resta da vedere se esista qualcuno, in Bulgaria, in grado di farlo.

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Nel silenzio dei media continuano ormai da oltre cinque mesi le proteste a Sofia, capitale della Bulgaria. Ragazzi, universitari e disoccupati, e non solo chiedono le dimissioni del governo guidato dal socialista Plamen Oresharski, ma anche i sindacati si sono uniti alle manifestazioni. Il 10 novembre scorso, dopo aver organizzato una “marcia della giustizia” nella data dell’anniversario della caduta del regime comunista, migliaia di persone hanno tentato l'occupazione di parlamento.

Molti i momenti di tensione. L’ultimo è avvenuto mercoledì 20 novembre e ha visto i giovani sfilare con armi di cartone, per far capire al Parlamento che è con le spalle al muro ed è ora di andarsene. La nuova coalizione, nata dopo le elezioni del maggio scorso, vede i socialisti alleati con il partito filoturco Dsp e governa in sostanziale continuità con l’operato dell’ex premier di centrodestra Boyko Borisov. Ciò ovviamente ha alimentato un dissenso popolare che covava già precedentemente. Ora i sondaggi danno Oresharski come ampiamente sfiduciato dalla gente.

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