Oltre 1.500 migranti hanno raggiunto Ceuta in una settimana attraversando il confine terrestre o nuotando dal Marocco. Le strutture di accoglienza sono oltre la capienza e Madrid ha inviato rinforzi.
La città autonoma spagnola sulla costa nordafricana affronta un’ondata di arrivi paragonata alla crisi del 2021. Molte persone aggirano a nuoto le barriere del Tarajal, mentre aumentano i soccorsi e le vittime in mare.
Perché si arriva a nuoto a Ceuta
Ceuta è una città spagnola situata sulla costa settentrionale dell’Africa e confinante con il Marocco. Raggiungerla significa entrare in territorio spagnolo ed europeo. Le barriere terrestri rendono difficile il passaggio, perciò molti migranti provano ad aggirarle via mare, nuotando lungo la costa o utilizzando piccoli galleggianti.
La distanza da percorrere può sembrare breve, ma le correnti, il freddo, la stanchezza e l’affollamento rendono la traversata estremamente pericolosa. Le autorità spagnole e le organizzazioni di soccorso hanno recuperato persone in difficoltà e corpi lungo la costa.
Gli arrivi sono aumentati rapidamente nell’ultima settimana di luglio. Più di 1.500 persone sarebbero entrate nell’enclave, molte delle quali giovani e minorenni. Il presidente di Ceuta, Juan Vivas, ha chiesto al governo spagnolo di considerare la situazione un’emergenza nazionale.
Ceuta, centri pieni e rinforzi al confine
Il Centro di permanenza temporanea per immigrati ha superato la capienza ordinaria. Anche le strutture destinate ai minori non accompagnati sono sotto pressione, con centinaia di ragazzi presi in carico in pochi giorni.
Il governo spagnolo ha inviato rinforzi e il ministro dell’Interno Fernando Grande-Marlaska ha programmato una visita urgente. Polizia e Guardia Civil hanno denunciato difficoltà nella registrazione, nell’identificazione e nella sistemazione delle persone arrivate.
La gestione è condizionata anche da una recente sentenza della Corte Suprema spagnola. Secondo la ricostruzione pubblicata dal Post, le persone intercettate mentre tentano di raggiungere Ceuta o Melilla via mare non possono essere rimandate immediatamente indietro senza l’esame delle garanzie previste dalla legge.
Le autorità spagnole chiedono al Marocco di intensificare i controlli sulle partenze. Rabat sostiene di aver già fermato centinaia di tentativi. L’effettiva collaborazione tra i due Paesi incide direttamente sul numero degli arrivi, come già avvenuto durante la crisi del 2021.

