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Chi è Christa Pike, la donna sopravvissuta a due iniezioni fatali negli Usa. “Cosciente e parla, non esistono precedenti”

Gli abusi da bimba, l’efferato omicidio e la pena di morte. Ma ora le cose per lei potrebbero cambiare

Chi è Christa Pike, la donna sopravvissuta a due iniezioni fatali negli Usa. “Cosciente e parla, non esistono precedenti”
This photo provided by the Tennessee Department of Correction shows Christa Pike on Jan. 12, 2023. (TDOC via AP) Associate Press/ LaPresse Only Italy and Spain

Christa Pike, la donna sopravvissuta la scorsa settimana a un’esecuzione in Tennessee, è cosciente, parla e riceve cure mediche. Lo hanno annunciato i suoi avvocati, definendo lo sviluppo “senza precedenti”. In una nota, i legali hanno riferito che Pike resta ammanettata e con le caviglie incatenate, nonostante abbia riportato gravi lesioni alle braccia dopo che due iniezioni letali di pentobarbital non ne hanno provocato la morte. La prognosi resta incerta.

“La sua ripresa non ha precedenti medici. La prognosi rimane incerta ma, come minimo, prevediamo un lungo recupero”, hanno dichiarato in un comunicato i legali Randy Spivey e Kelly Gleason. Pike, 50 anni, continua a ricevere cure dopo essere sopravvissuta alla somministrazione di due dosi letali di pentobarbital durante il tentativo di esecuzione del 30 settembre. Ricoverata in terapia intensiva, resta ammanettata a una barella e sotto sorveglianza. È la seconda esecuzione fallita quest’anno in Tennessee. Il governatore Bill Lee ha quindi sospeso temporaneamente tutte quelle previste per il resto del 2026. Sabato si è inoltre dimesso il responsabile del Dipartimento penitenziario statale, Frank Strada. Condannata a morte nel 1996 per l’omicidio della compagna di studi Colleen Slemmer, commesso l’anno precedente, Pike sarebbe stata la prima donna giustiziata nello Stato da oltre due secoli. Secondo il Death Penalty Information Center, il Tennessee ha eseguito 17 condanne a morte dal ripristino della pena capitale negli Stati Uniti nel 1977. Attualmente sono 42 le persone nel braccio della morte dello Stato.

Un’infanzia di abusi, la condanna per omicidio nel 1996 a 18 anni, 32 anni di galera. Quella di Christa Pike è una dolorosa vicenda che riapre la polemica sulla pena di morte e fa discutere l’America. Se e quando l’esecuzione sarà portata a termine, Pike diventerà la prima donna messa a morte nello Stato da almeno duecento anni. Una corte d’appello federale aveva infatti accolto la richiesta di verificare se la storia di abusi e stupri subiti da bambina e i gravi disturbi psichiatrici della condannata siano stati considerati come circostanze attenuanti quando, nel 1996, le fu comminata la pena capitale per un omicidio commesso quando aveva appena 18 anni.

Pike, oggi cinquantenne, è l’unica donna nel braccio della morte del Tennessee. Aveva 18 anni il 12 gennaio 1995, quando a Knoxville, insieme al fidanzato Tadaryl Shipp, allora diciassettenne, e a una terza compagna, attirò in una zona isolata vicino al campus agricolo dell’Università del Tennessee la diciannovenne Colleen Slemmer, loro collega al Job Corps. Secondo l’accusa, Pike temeva che Slemmer le stesse sottraendo il ragazzo. La ragazza fu colpita con un taglierino, picchiata con un blocco di asfalto e infine uccisa. Sul corpo Shipp incise un pentagramma. Quell’elemento, unito alla brutalità del delitto e alla giovane età dei protagonisti, alimentò la paura collettiva per presunti “culti satanici” che attraversava gli Stati Uniti tra gli anni Ottanta e Novanta.