“Cile, ora finalmente e’ il tempo di realizzare il cambiamento”: con queste parole Michelle Bachelet ha salutato i suoi sostenitori dopo la rielezione a presidente con il 62,13% dei voti. Dai dati definitivi del primo ballottaggio tra due donne in America Latina e’ emerso un successo netto della 62enne socialista che aveva gia’ guidato il Cile dal 2006 al 2010, con la rivale conservatrice Evelyn Mattheu che si e’ fermata al 37,3%.
Circondata dai figli e dalla madre Angela Jeria, la Bachelet ha parlato di momento “storico” per il Cile. Dopo che a marzo tornera’ nel Palazzo della Moneda al posto del milionario conservatore Sebastian Pinera, dovra’ impegnarsi per rispettare la promessa di ridurre le diseguaglianze sociali in un Paese il cui boom economico si sta appannando per il calo della domanda di rame dall’Asia. In particolare in agenda ci sono un aumento delle tasse per i piu’ abbienti, l’istruzione universitaria gratuita e una nuova e piu’ moderna Costituzione che sostituisca quella risalente alla dittatura di Augusto Pinochet. “Non sara’ facile”, ha ammesso, “ma quando mai cambiare il mondo in meglio lo e’ stato?”. La Bachelet ha lodato gli studenti che a partire dal 2011 avevano manifestato in tutto il Paese per chiedere un’istruzione universitaria gratuita e di qualita’. “Non deve essere il denaro a guidare l’istruzione”, ha sottolineato, “l’istruzione non e’ una merce che si compra e tutti hanno il diritto di riceverla”. Il dato negativo e’ stato quello dell’affluenza che nelle prime elezioni in cui votare non era un obbligo di legge ha fatto segnare appena il 41% dei 13 milioni di aventi diritto.
