La cittadina di Anguo, nella regione dello Hebei a ridosso di Pechino e’ il primo paese a far pagare ai cittadini il costo dell’inquinamento atmosferico in Cina. I residenti del piccolo centro in provincia di Baoding si sono visti recapitare nei giorni scorsi una sconosciuta bolletta di cento yuan (circa 8 euro) insieme alle ordinarie spese di riscaldamento.
I funzionari hanno spiegato loro che la nuova tassa e’ un contributo di ogni famiglia alla lotta contro l’inquinamento dell’aria, secondo il quotidiano Gioventu’ di Pechino. Gli ideatori del nuovo balzello lo avrebbero giustificato come una normale voce di spesa per la gestione della citta’, al pari della tassa sui rifiuti o quella sul trattamento delle acque.
Da qui a scatenare la furia dell’opinione pubblica il passo e’ stato breve. “Sebbene tutti debbano fare la propria parte per combattere l’inquinamento, il governo pero’ ha i mezzi per disegnare le leggi necessarie; perche’ far pagare il conto ai cittadini?” scrive su internet un utente di Anguo che per primo ha reso nota la nuova tassa. Solo un mese fa, a ottobre, il ministero delle Finanze aveva stanziato 5 miliardi di yuan per combattere l’inquinamento dell’aria nella regione di Pechino-Tianjin-Hebei-Shanxi-Mongolia-Shandong, fortemente sotto pressione per emissioni industriali e automobili.
Lo Hebei e’ tra le dieci aree piu’ pesantemente inquinate della Cina e sette delle dieci citta’ piu’ dannose a livello ambientale si trovano nello Hebei.
