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Esteri

Sale la tensione a Kinshasa, la capitale della Repubblica Democratica del Congo: una sparatoria e' stata segnalata all'aeroporto internazionale, dove il personale dello scalo ha cercato scampo nascondendosi. Lo hanno riferito fonti doganali. Pochi minuti prima si era avuta notizia di uno scontro a fuoco all'interno della sede della radio-televisione nazionale tra soldati governativi e un gruppo di giovani che l'hanno occupata armati di pistole e machete, prendendo in ostaggio alcuni giornalisti. Interrotte tutte le trasmissioni.

L'Unita' di Crisi della Farnesina sta inviando istruzioni di non lasciare gli alloggi agli italiani residenti a Kinshasa, tra cui le 24 coppie bloccate nel Paese per il caso delle adozioni dei bambini congolesi. La situazione nella capitale della Repubblica Democratica del Congo e' precipitata stamane quando commando di giovani armati hanno assaltato quasi contemporaneamente la sede della 'Rtnc', la radio-televisione di Stato, l'aeroporto internazionale di Ndjili e l'accampamento militare 'Colonel Tshatshi' dove si trovano il ministero della Difesa e il Comando Centrale delle Forze Armate.

INTERVIENE IL PREMIER LETTA

Il presidente del Consiglio, Enrico Letta, e' vicino alle 24 famiglie italiane interessate dal blocco delle adozioni internazionali in Congo e sta lavorando, da settimane, affinche' la vicenda possa risolversi positivamente. Ne ha dato notizia un comunicato di palazzo Chigi. Da parte italiana si stanno approntando
misure ulteriori di assistenza in loco ai genitori e ai figli, anche attraverso un rafforzamento dell'ambasciata, si annuncia nella nota. Il governo italiano continuera' a seguire la vicenda con attenzione e determinazione, a sostegno delle legittime aspettative delle famiglie italiane, e' l'impegno del premier Letta.

Caos a Kinshasa, capitale della Repubblica democratica del Congo, dopo un'ondata di attacchi da parte di giovani miliziani. In uno di questi i ribelli hanno assunto il controllo della sede della Rtnc, la radio-tv di Stato, prendendo in ostaggio numerosi giornalisti e tecnici. Assaltati anche l'aeroporto internazionale di Ndjili, alla periferia sud-est, e l'accampamento militare 'Colonel Tshatshi', in quella occidentale, dove si trovano il ministero della Difesa e il Comando Centrale delle Forze Armate. In breve tempo Kinshasa si e' trasformata in una citta'-fantasma nella quale risuonavano soltanto gli echi delle sparatorie: strade deserte, negozi chiusi, uffici abbandonati. Truppe scelte e unita' speciali della polizia hanno eretto cordoni di sicurezza intorno al complesso televisivo e al vicino Parlamento. Il ministro per l'Informazione congolese, Lambert Mende, ha assicurato che le forze di sicurezza hanno ripreso le redini della situazione, ma la realta' e' che i combattimenti continuano. "Gli aggressori si sono presentati come sostenitori di Mukungubila", ha riferito il ministro. "Stiamo verificando, perche' potrebbe trattarsi di un tentativo per imbrogliarci". Mende si riferiva a Paul Joseph Mukungubila Mutombo detto 'Gideon', soprannome datogli dai suoi seguaci, un sedicente predicatore il quale si auto-definisce il 'Profeta dell'Eterno'.

Oppositore del presidente Joseph Kabila, nel 2006 si candido' contro di lui e altri 31 avversari alle presidenziali, giungendo pero' tra gli ultimi con appena lo 0,35 per cento dei voti. Mukungubila e' tra i piu' accesi contestatori dell'accordo di pace firmato il 12 dicembre scorso a Nairobi tra il governo centrale e i ribelli dell'M-23, un movimento insurrezionale guidato da esponenti della minoranza tutsi e sostenuto dal vicino Ruanda, protagonista da anni della rivolta armata nella regione di confine dei Grandi Laghi, all'estremita' orientale del Paese africano, che ha finito con il coinvolgere direttamente nelle ostilita' persino i caschi blu della Monusco, la Missione delle Nazioni Unite nell'ex Zaire. A detta di 'Gideon', Kabila e la sua cerchia avrebbero ceduto alle pressioni di Kigali, sacrificando gli interessi nazionali. Prima che tutte le trasmissioni radiofoniche e televisive fossero interrotte, davanti alle telecamere sono comparsi due individui armati nell'atto di minacciare i conduttori del programma che era in corso in quel momento: poi li hanno costretti a leggere in diretta il testo di un messaggio che hanno consegnato loro, nel quale si affermava tra l'altro che "Gideon Mukungubila e' venuto a liberarvi dalla schiavitu' dei ruandesi".

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