Tanti temi pesanti sul tavolo e poche decisioni. Questo potrebbe essere, in sintesi, il quadro entro il quale oggi prenderà il via il Consiglio europeo di Bruxelles. Nella due giorni di riunioni, durante la quale i capi di Stato e di governo saranno chiamati ad affrontare temi urgenti e dossier più consolidati, la diplomazia non vede all’orizzonte “grandi decisioni”. Il programma di lavoro resta comunque serrato. Si inizia alle 10 con la relazione della presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, per poi passare ai prezzi dell’energia, agli squilibri macroeconomici e al prossimo bilancio Ue, fino ad arrivare alla cena dedicata all’allargamento e alle riforme interne.
La seconda giornata sarà invece segnata dalla presenza del presidente ucraino Volodymyr Zelensky e dalla discussione su come continuare a sostenere Kiev. A seguire si parlerà di difesa, sicurezza e situazione in Medio Oriente. Durante il pranzo di venerdì, che chiuderà il Consiglio europeo, i leader affronteranno il tema della migrazione alla luce degli ultimi sviluppi a Ceuta, quando a fine luglio 80mila marocchini hanno sfondato la frontiera dell’enclave spagnola senza alcun tipo di blocco.
Tra i dossier più impegnativi, e su cui i Paesi si presentano maggiormente divisi, c’è quello relativo al prossimo bilancio europeo, a cinque giorni dalla presentazione della nego-box irlandese. Le posizioni dei due blocchi, i cosiddetti “frugali” e gli “Amici della Coesione”, appaiono cristallizzate e l’orizzonte di un “accordo entro fine anno”, tanto auspicato dal presidente del Consiglio europeo Antonio Costa, sembra affievolirsi sempre di più. Tra i punti centrali figura l’individuazione di nuove risorse proprie, quantificate dalla Commissione in 450 miliardi di euro, che dovrebbero però essere operative già nel 2028.
L’altro dossier caldo riguarda i prezzi dell’energia, che continuano a preoccupare i governi europei. È probabile che in questa sessione l’Italia porti al tavolo dei leader la richiesta di una maggiore flessibilità, alla luce dell’impatto dell’inflazione. Nella bozza delle conclusioni si legge che gli Stati membri chiederanno alla Commissione di formulare una serie di proposte che tengano conto, nell’ambito del negoziato sulla revisione del sistema Ets, della necessità di salvaguardare la tenuta dell’industria europea.
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