La Corea del Nord ha effettuato il lancio di prova di missili da crociera strategici. Lo riportano i media statali. Si tratta dell’ennesima dimostrazione delle proprie capacità belliche, in un contesto di persistente tensione nella penisola coreana. Il lancio di lunedì è avvenuto il giorno dopo che la Corea del Nord aveva sperimentato testate a grappolo, in un clima di crescente tensione con Seul, inaspritosi ulteriormente dopo l’esplosione di una mina lungo il confine pesantemente fortificato, che ha causato il ferimento di tre soldati sudcoreani. “La testata a dispersione di medie dimensioni, montata sul missile da crociera, è in grado di ridurre in cenere un’area bersaglio di 5-6 ettari grazie alla sua elevatissima potenza”, ha riferito martedì l’agenzia di stampa ufficiale nordcoreana, la Kcna (Korean Central News Agency).
Il test ha permesso di “perfezionare la capacità di sferrare un attacco verticale contro l’obiettivo, migliorando la manovrabilità terminale del missile da crociera”, ha dichiarato la Kcna, “tenendo conto delle caratteristiche naturali e geografiche dell’area presa di mira”. Un funzionario nordcoreano ha affermato che il test è stato condotto “poiché le nostre forze armate devono difendere la sicurezza del Paese e scoraggiare ogni sorta di minaccia”. “Le svariate funzioni operative di un sistema d’arma così potente contribuiranno a difendere la Rpdc (Repubblica Popolare Democratica di Corea) da potenziali minacce esterne e a rinnovare le capacità militari dello Stato”, ha dichiarato il direttore generale dell’amministrazione missilistica.
La Corea del Nord ha respinto con forza le accuse dell’FBI, secondo cui Pyongyang sarebbe responsabile del massiccio furto informatico di 6 miliardi di dollari ai danni di Binance; la potente sorella di Kim Jong Un ha definito tali affermazioni una “grave provocazione politica”. In una dichiarazione diffusa dall’agenzia di stampa statale KCNA, Kim Yo Jong ha definito le accuse dell’FBI una “retorica assurda e nulla di nuovo”, ricordando come in passato gli Stati Uniti avessero già attribuito alla Corea del Nord un altro importante attacco informatico, quello subito l’anno scorso dalla piattaforma Bybit. “È una grave provocazione politica contro la RPDC il fatto che gli Stati Uniti fuorvino l’opinione pubblica internazionale, lasciando intendere che tutti i crimini informatici commessi in varie parti del mondo siano opera nostra”, ha affermato Kim, utilizzando l’acronimo che indica il nome ufficiale della Corea del Nord.
Affari Alert
Aggiornamenti e contenuti editoriali dedicati, via email.
Dal 1 Gennaio 2027: 0,99€/mese o 9,99€/anno


