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Esteri
Coronavirus, la Spagna e quei ritardi incomprensibili

di Vincenzo Caccioppoli

 

Uno dei  motivi principali della rapida diffusione del contagio di Covid-19 in Spagna potrebbe essere assai banale. È stata una primavera insolitamente mite e soleggiata, come da anni non si verificava a Madrid. Alla fine di febbraio e all'inizio di marzo, con temperature superiori ai 20 °C , i caffè e i bar sui marciapiedi di Madrid pullulavano di gente felice, facendo ciò che piace di più ai madrileni: essere socievoli e divertirsi all'aria aperta, condividendo una “copa” con amici e conoscenti. Ciò significa abbracciare, baciare e intrattenersi in chiacchierate animate a pochi centimetri dalla faccia di qualcun altro. Insomma è nell’animo degli spagnoli che non a caso sono famosi proprio per la movida delle loro città.

Ma purtroppo un nemico invisibile si stava propagando in tutta Europa. Le avvisaglie dopo quello che era successo già a Whuan sono arrivate a fine Febbraio con lo scoppio della epidemia in Lombardia e Veneto. Ed è proprio pensando a quello che stava accadendo in Italia, non si può negare che il governo e le autorità sanitarie abbiano sicuramente commesso un grave errore di sottovalutazione. Sanchez forse troppo impegnato a tenere a bada il suo riottoso alleato al governo Pablo Iglesias, non se le è sentita di adottare quelle misure di contenimento già in atto in Italia.

Ora chiaramente il suo governo è al centro della polemica politica, cosa che invece non sta avvenendo in Italia. Secondo un sondaggio del quotidiano catalano Lavanguardia il 96% degli interpellati pensa che il governo abbia commesso gravi errori di sottovalutazione nel prendere misure contro l’emergenza da Covid.19. La portavoce Montero ha detto che non si possono escludere ora misure ancora più restrittive, ma la sensazione è che ormai “i buoi siano scappati dal recinto”. Sono in molti perciò a scommettere su una sua caduta ad emergenza finita o chissà forse anche prima se, come sembra stia facendo anche in questi giorni di emergenza, Iglesias non faccia prevalere la sua nota mania di protagonismo e sia in perenne ricerca di visibilità, che lo ha portato a rompere per ben tre volte la sua quarantena, imposta per la positività della sua compagna di vita.

L'8 marzo, appena una settimana prima della chiusura del Paese, si sono svolti eventi sportivi, conferenze sui partiti politici e manifestazioni di massa per celebrare la Giornata internazionale della donna. Tre giorni dopo, circa 3.000 tifosi dell'Atlético de Madrid sono volati insieme per un'altra partita di Champions League a Liverpool. Tutti questi comportamenti hanno permesso al virus che era già presente sul suolo spagnolo di propagarsi velocemente e raggiungere in pochi giorni picchi di contagi ben più alti della stessa Italia, rapportati al medesimo periodo di diffusione.

E' un po' come sta accadendo in Gran Bretagna o a New York, dove solo ora ad esplosione del contagio in corso, ci si rende conto della gravità della minaccia. “Todo saldra bien” compare fuori dai balconi di Madrid, focolaio del contagio ( forse per questo in Spagna la diffusione è stata più rapida perchè ha colpito l'area metropolitano più popolosa del paese) omologo dello slogan italiano “tutto andrà bene”, ma molti esperti cominciano ad avere qualche dubbio, se le autorità non prenderanno misure immediate e severe per contenere l’epidemia. Anche in Spagna adesso il nostro paese è diventato una sorta di modello da copiare e seguire pedissequamente sperando che non sia troppo tardi, considerando che nei giorni scorsi il sistema ospedaliero della capitale era letteralmente al collasso con decine di pazienti costretti a trovare posto nei corridoi dei nosocomi. Inoltre mancano tutti i dispositivi sanitari, come mascherine e ventilatori oltre ai kit per effettuare i tamponi. Su questo grandissima polemica ha destato il grande acquisto di circa 1milione di kit dalla Cina che si sono rivelati non idonei e non certificati.

Insomma il caos sembra governare sovrano nelle file del Governo. E non è un caso che proprio Sanchez, da sempre filo europeista ad oltranza, sia stato il più duro, insieme al nostro Conte, nel rivendicare al Consiglio europeo con gli altri leader, misure eccezionali, rifiutando con sdegno le proposte “ misurate” di Olanda e Germania.  Nelle ultime 24 ore i morti sono stati 832 portando il totale delle vittime a 5690 e i contagi a circa 72300. Un calcolo matematico prevede che entro Domenica i contagiati supereranno le 90000 unita, portando il sistema sanitario letteralmente fuori controllo. Nei cimiteri come a Bergamo non c'è più posto e nei giorni scorsi è stata allestita una camera ardente nel palazzetto del ghiaccio di Madrid, dove sono state ammassate 500 bare. Alcuni hotel della capitale sono stati requisiti per allestirvi ospedali di campo per i meno gravi, perché gli ospedali cittadini, come detto, sono ormai al collasso. Ma la situazione sta peggiorando anche a Barcellona, malgrado secondo l’imprenditore Luis Sans la sindaca Colau “sia ancora in una fase negazionista” . Tutto questo malgrado i segnali dal punto di vista economico siano tutt’altro che positivi, considerando che  molti alberghi di lusso della citta catalana, come il Fairmont Juan Carlos I,  abbiano già dichiarato che le prenotazioni per l’estate sono saltate e probabilmente si riaprirà ad Ottobre. “ Purtroppo quello accaduto in Italia non ha insegnato nulla a governo- dice  Antonio Zarzalejos, editorialista del quotidiano Elconfidencial- il governo ha voluto ugualmente organizzare le grandi feste dell’8 Marzo, con centinaia di migliaia di persone proprio qui a Madrid. Questo è stata sicuramente una bomba epidemiologica, di cui il governo dovrà per forza di cose rispondere ad emergenza finita.” Già il problema però adesso è far fronte a questa emergenza che rischia di essere ben peggiore di quella da noi in Italia, anche perché in Spagna il focolaio si è verificato nella capitale e le strutture sanitarie sono già vicine al punto di non ritorno. “ l’aumento delle emergenze nel nostro ospedale sono aumentate del 45% al giorno, i reparti di terapie intensive sono ormai al collasso. Cosi non possiamo far fronte ad eventuali altre emergenze non legate al virus. Rischiano davvero una ecatombe.” ha dichiarato due giorni fa a Cadena ser il portavoce dell’ospedale Sanchinarro, uno dei maggiori della capitale. Inoltre anche in questa emergenza non mancano le polemiche di catalani e baschi, altri importanti focolai dell’epidemia, che contestano alcune misure del governo come quelle di inviare l’esercito a Barcellona per controllare che vengano rispettate le misure di contenimento. Insomma quello che sta avvenendo in Spagna, in Inghilterra e negli Usa, dimostra, se ancora ce ne fosse bisogno, come l’atteggiamento della sottovalutazione del contagio e delle misure blande non funziona e determina solo inutili e dannose perdite di tempo. 

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