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Cos’è la Cpac, l’evento dei conservatori mondiali che sbarca a Roma per la prima volta nella storia

Sotto la direzione di Schlapp la Cpac è diventata itinerante

Cos’è la Cpac, l’evento dei conservatori mondiali che sbarca a Roma per la prima volta nella storia

Arriva in Italia la Cpac Italy, la tappa italiana della Conservative Political Action Conference, la più importante kermesse dei conservatori a livello mondiale. Per la prima volta nella storia dell’evento sarà presente il presidente della Cpac, Matt Schlapp, insieme al consulente Marcel Kaminstein, figura vicina all’amministrazione Trump. L’annuncio è arrivato dal profilo ufficiale della Conservative Political Action Conference, che ha comunicato l’arrivo di Cpac Italia a Roma dal 4 al 6 settembre, presentandola come un’occasione per unire leader conservatori, politici e attivisti da Italia, Europa e Stati Uniti. Non si tratta però della convention vera e propria, che è attesa nel 2027, dopo l’esito delle prossime tornate elettorali: quella di settembre è una tappa interlocutoria, pensata per “sondare il terreno” in vista dell’appuntamento definitivo.

Il programma prevede una cena a porte chiuse in programma domenica 6 settembre, con ospiti americani e italiani. Secondo quanto riportato dalla stampa, gli inviti sono stati recapitati a Giorgia Meloni, Matteo Salvini e Antonio Tajani, oltre che ad altri membri dell’esecutivo, segno dell’attenzione riservata al centrodestra di governo.

Chi sono gli organizzatori

L’organizzazione vede coinvolte diverse figure italiane insieme a Matt Schlapp – che guida la Cpac ed è l’artefice dell’espansione della conferenza oltre i confini statunitensi – e a Marcel Kaminstein. Schlapp è anche presidente dell’American Conservative Union, l’organizzazione che promuove la Cpac dal 1974, ed è stato in passato vice assistente e direttore politico dell’ex presidente George W. Bush. Tra i nomi che circolano per l’organizzazione italiana spicca quello di Francesco Giubilei, presidente della Fondazione Tatarella e direttore scientifico della Fondazione An, già parte del network europeo della Cpac.

Sotto la direzione di Schlapp la Cpac è diventata itinerante, e la scelta dell’Italia – dopo Messico, Australia e Gran Bretagna – viene letta come un segnale della solidità dei rapporti tra i conservatori americani e italiani. Nel solo 2026 la Cpac ha toccato più Paesi: dopo l’edizione ungherese – che ha visto tra i partecipanti la leader di AfD Alice Weidel, il leader di Vox Santiago Abascal e il presidente argentino Javier Milei – è arrivata a luglio la prima edizione britannica a Londra, dove intervenne l’eurodeputato di FdI/Ecr Carlo Fidanza sul tema della migrazione. Non è la prima volta che il mondo Cpac incrocia la premier italiana: Giorgia Meloni è intervenuta più volte alla conferenza, l’ultima delle quali in collegamento video nel febbraio 2025.

Il costo della partecipazione

Il tour romano non sarà a costo zero per chi vorrà prendervi parte: per partecipare i delegati dovranno versare 15mila dollari, una cifra che conferma la natura esclusiva dell’appuntamento, pensato più come rete di relazioni ad alto livello che come evento di massa. L’agenda dei temi è quella tradizionale della galassia conservatrice internazionale: atlantismo, difesa, futuro industriale, famiglia e geopolitica transatlantica. Il programma indica sovranità, sicurezza, prosperità e valori occidentali come i temi centrali dell’incontro, in vista della convention vera e propria attesa in Italia nel 2027 – l’anno in cui, ricordano gli osservatori, si vota anche in Spagna e in Francia.

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