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Cpac Italy, i conservatori Usa a Roma per ricucire lo strappo Meloni-Trump. Fdi, Lega e FI tra gli interlocutori, ma Vannacci è fuori dal giro

Affaritaliani accreditata, insieme ad altre pochissime testate, alla conferenza stampa di presentazione del Cpac Italy. Presenti Matt Schlapp e Marcel Kaminstein

Cpac Italy, i conservatori Usa a Roma per ricucire lo strappo Meloni-Trump. Fdi, Lega e FI tra gli interlocutori, ma Vannacci è fuori dal giro

A Roma la presentazione del Cpac Italy. Domenica la cena con le delegazioni di Fdi, Lega e Forza Italia

La convention vera e propria è attesa nel 2027, ma gli americani intendono arrivarci preparati. Per questo la delegazione della Conservative Political Action Conference (Cpac) è approdata a Roma, nella sede di Nazione Futura, per presentare ufficialmente il progetto del Cpac Italy e avviare il confronto con il mondo conservatore italiano ed europeo. La delegazione americana si tratterrà nella capitale fino al 6 settembre, così da sondare il terreno in vista della grande convention, che dovrebbe svolgersi il prossimo anno, dopo le elezioni politiche.

A fare gli onori di casa Francesco Giubilei – fondatore e presidente del think tank che ha ospitato la conferenza – che ha sottolineato come l’obiettivo sia costruire un Cpac italiano il più possibile istituzionale: “Questa tappa serve a creare le condizioni per l’appuntamento del prossimo anno, che ci vede tutti uniti. L’obiettivo è coinvolgere il centrodestra istituzionale e dialogare con il governo, con l’incognita legata all’esito delle elezioni del 2027″, ha spiegato. Non c’è, tra gli interlocutori, Roberto Vannacci che, a prescindere dai risultati futuri, “non è né atlantista, né conservatore”, ha sottolineato Giubilei rispondendo alle domande dei giornalisti e, pertanto, per ora resta escluso dalla platea.

Diverso il discorso per Fratelli d’Italia, così come per Lega e Forza Italia, che condividono diversi valori cari al Cpac e che, a prescindere da ciò che accadrà nel 2027, rimangono stabili nei ruoli. Ai leader di questi partiti è stato recapito l’invito per la cena a porte chiuse di domani, domenica 6 settembre, alla quale parteciperanno esponenti italiani, europei e americani. “Per noi è importante che il Cpac abbia una visione occidentale, capace di tenere insieme il mondo americano e quello europeo, nella fattispecie italiano”, ha spiegato Giubilei.

Leggi anche: Cos’è il Cpac, l’evento dei conservatori mondiali che sbarca a Roma per la prima volta nella storia

Gli interventi

Nei vari interventi è tornato spesso lo stesso filo conduttore, quello di tenere unita la destra occidentale attorno a un pacchetto di valori: sovranità, famiglia, libertà economica, sicurezza, immigrazione, antiglobalismo. Non sono mancati riferimenti alla guerra in Iran, con posizioni di sostegno all’intervento americano e preoccupazione per le armi in possesso di Teheran, e richiami identitari che vanno da Cristoforo Colombo alle battaglie contro la cultura woke. “Sono molto contento di essere qui in Italia. Dobbiamo insegnare il buono e il cattivo della storia e imparare da essa. Dobbiamo parlare delle tradizioni importanti, della religione e della famiglia. La cultura cambia nel tempo, e questo non significa che tutto ciò che è moderno è buono e tutto ciò che è vecchio è cattivo”, ha detto Matt Schlapp, presidente del Cpac. L’obiettivo, da parte degli organizzatori, non sarebbe quello di arrivare nei Paesi europei per esercitare un’influenza sulla loro politica, ma piuttosto rispondere a una richiesta di confronto su idee comuni.

Un percorso partito dall’Ungheria e che, secondo Schlapp, si sta allargando ad altri Paesi, anche attraverso questioni molto concrete come l’indipendenza energetica e il rapporto con la Russia. “Possiamo rendere le nostre economie più forti? Possiamo alimentare le nostre economie con le nostre risorse energetiche?”, ha osservato, definendo una “fantasia” l’idea di poter continuare a dipendere dall’energia proveniente dall’estero. “La dipendenza dall’energia russa e la mancanza di infrastrutture adeguate – ha spiegato – hanno creato problemi che oggi l’Europa si trova a dover affrontare”.

Il discorso è poi tornato sull’Italia e sulla decisione di portare qui il Cpac. Schlapp ha raccontato di aver sostenuto personalmente l’idea, spiegando che all’inizio Meloni sarebbe stata cauta rispetto all’iniziativa. La sfida, ha spiegato, era trovare una formula capace di adattarsi al contesto italiano senza trasformare il Cpac in qualcosa di estraneo alla realtà del Paese. Una formula che alla fine è stata trovata, come dimostrano gli incontri già avviati con gli interlocutori italiani.

Il nodo Meloni-Casa Bianca

Accanto a Schlapp è intervenuto Marcel Kaminstein, esponente vicino all’amministrazione Trump. “L’Italia è un Paese molto speciale. Mantenetelo speciale”, ha detto, invitando gli italiani a difendere storia, tradizioni e cultura. Secondo l’esponente americano, il movimento conservatore nasce soprattutto dalla volontà dei cittadini di “non farsi dire dagli altri cosa devono fare” e di poter essere orgogliosi del proprio Paese. Sul piano politico, ha quindi indicato l’Italia come uno dei laboratori più interessanti del conservatorismo europeo, citando il ruolo di Giorgia Meloni – intervenuta più volte alla conferenza, l’ultima delle quali in collegamento video nel febbraio 2025. “Ci vogliono entrambe le cose: leadership e persone che vogliano fare la cosa giusta. Meloni è capace di scegliere le proprie battaglie”, dall’immigrazione alla difesa delle tradizioni, ha detto.

Non è mancato un capitolo dedicato ai rapporti tra Roma e Washington, attraversati da un momento di instabilità che gli organizzatori intendono contribuire a ricucire. In questo senso, il Cpac viene presentato come un ponte tra le due sponde dell’Atlantico, uno spazio di confronto capace di rafforzare i rapporti tra il mondo conservatore americano e quello italiano ed europeo.

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