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Crans-Montana, l'incendio della sera di Capodanno non è un caso isolato. Ecco i precedenti che inguaiano i titolari Moretti
L'incongruenza: controlli severissimi per i residenti sopra il bar per i caminetti non a norma e mano leggera con i titolari

Crans-Montana, il rogo nel locale dei Moretti non è un caso isolato. I precedenti che inguaiano i titolari
Proseguono le indagini sul rogo di Crans Montana di Capodanno. Una strage costata la vita a 40 persone e su cui gli inquirenti stanno cercando di stabilire le responsabilità. Ma il titolare, Jacques Moretti, che era stato arrestato, è stato già scarcerato: qualcuno ha pagato al sua cauzione da 200 mila franchi svizzeri. Spuntano però altri due episodi molto simili a quelli che hanno portato alla tragedia. Altri due roghi tenuti sotto silenzio. Stessa scena, più o meno. Sempre verso la mezzanotte. E sempre al civico 35 di rue Centrale, l’indirizzo del discobar Le Constellation, a Crans.
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Siamo però - riporta Il Corriere della Sera - nel 2024, e di nuovo nel periodo delle festività tra Natale e Capodanno, la data è imprecisata. Risate, allegria, la sfilata tra i tavoli. Fatto sta che a un tratto divampa un principio d’incendio. Tutto spento alla svelta, chissà come, senza conseguenze. E non finisce qui. Emerge infatti anche un altro incendio, quello che nel 2023 danneggiò pesantemente il ristorante «Le Vieux Chalet» che Moretti possiede a Lens. Era una trattoria "fatiscente, ma resisteva" racconta un uomo. Moretti "lo comprò e, bum, andò a fuoco. Quanti sfortunati eventi...".
Per le fiamme, fu incolpata una lampada che prese fuoco accidentalmente. Senonché quando il locale fu rimesso a posto, spuntò "un ampliamento mica male". E pensare che i controlli per i residenti della zona sono accuratissimi. Intransigenti con i caminetti delle case private, ma permissivi nei confronti dei Moretti. Altra incongruenza che non è passata inosservata per chi vive nei pressi de "La Constellation".
