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Datagate, l’annuncio di Obama. “Commissione d’inchiesta indipendente”

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Barack Obama difende il programma di sorveglianza sui dati condotto dall’intelligence, dopo che lunedì Edward Snowden, la “talpa” al centro dello spygate Usa, aveva detto in una sessione di domande e risposte con il “Guardian” di aver svelato il programma perchè si era senito tradito proprio dal suo presidente.

“Le promesse e l’elezione di Obama mi avevano fatto sperare a una soluzione dei problemi che aveva fatto emergere cercando voti. Molti americani avevano creduto lo stesso”, ha detto Snowden. “Purtroppo, poco dopo aver assunto il potere, (Obama) ha chiuso le porte alle indagini sulla violazione sistematica della legge, espandendo e rafforzando diversi programmi abusivi, e ha rifiutato di sfruttare il suo capitale politico per mettere fine a violazioni di diritti umani come quella che avviene a Guantanamo, dove uomini ancora protestano senza vedere cambiamenti”.

E il presidente Usa è tornato sulla vicenda assicurando agli americani che i programmi dell’intelligence americana per controllare e raccogliere dati telefonici e informatici sono “trasparenti”. Obama ha voluto dare spiegazioni sul cosiddetto “Datagate” nel corso di un’intervista rilasciata al giornalista Charlie Rose, registrata domenica poco prima di partire per il G8, in corso a Enniskillen in Irlanda, e mandata in onda lunedì sera (le 23 americane, 5 di mattina italiane). Il presidente ha assicurato che i programmi sono sorvegliati dal Congresso e dalle corti federali.

“Questa è la ragione per cui abbiamo istituito la Fisa Court”, ha detto riferendosi alla giuria creata per autorizzare segretamente questo genere di operazioni. Il presidente ha inoltre assicurato che si confronterà con una commissione indipendente a difesa dei diritti civili e della privacy già istituita per sorvegliare i programmi.
Mentre non si fermano le polemiche per il Datagate, l’amministrazione americana passa al contrattacco e svela: «Oltre cinquanta attentati sventati grazie a Prism». Lo ha affermato il numero uno della Nationa Security Agency, nel corso di un’audizione al Congresso spiegando come il programma di sorveglianza abbia permesso di svelare 50 complotti terroristici contro gli Stati Uniti. Secondo il generale Keith Alexander, tra gli obiettivi c’erano la metropolitana di New York e il New York Stock Exchange, sede della borsa nella Grande Mela. Ma non solo. L’Nsa attacca pure Edward Snowden, la talpa del datagate, reo di aver provocato «danni irreversibili». Danni che hanno «aiutato i nemici del Paese».

DOCUMENTI E DATI – Alexander ha poi sottolineato come i documenti riservati contenenti i dettagli di tutti i complotti sventati saranno consegnati al Congresso. I 50 attentati sventati con i programmi di sorveglianza dei telefoni e del web – ha quindi spiegato il capo della NSA – hanno riguardato più di 20 Paesi e almeno 10 il territorio degli Stati Uniti. Inoltre è stato comunicato i dati sulle registrazioni telefoniche effettuate durante le indagini più delicate per sventare trame terroristiche «devono essere distrutte cinque anni dopo la loro acquisizione».