La Provincia di Viterbo si mobilita per la popolazione dell’omonima cittadina del dipartimento colombiano di Caldas, duramente segnata dal terremoto che ha colpito il Paese del Sud America lo scorso 10 agosto e i cui strascichi pesano fortemente sulla comunità. Nello specifico l’ente nostrano ha annunciato di voler sostenere direttamente una sottoscrizione e istituire un conto dedicato, coinvolgendo quanti più Comuni possibili e, auspicabilmente, l’intera Tuscia. Un’iniziativa che mira a raccogliere fondi per contribuire a far fronte all’emergenza e che nasce in nome del particolare legame storico tra il capoluogo laziale e la realtà latinoamericana.
La scia di danni del sisma e l’auspicata cooperazione nostrana

Registrato alle 07:34 ora locale, il sisma si è presentato con una forte scossa di magnitudo 7,4 ed epicentro nel comune di San José del Palmar, nel dipartimento di Chocó. L’evento tellurico ha interessato soprattutto la parte occidentale e centrale della Colombia, provocando ingenti danni a Cali, Pereira e Manizales e colpendo infrastrutture, case, ospedali, strade e aeroporti, sebbene le stime siano ancora tutte da definire. A distanza di due settimane, infatti, il bilancio continua ad aggravarsi. L’ultimo aggiornamento della Unidad Nacional para la Gestión del Riesgo de Desastres parla di 329 vittime, circa 4.600 feriti e 247 dispersi. Al momento sono inoltre 481 i centri colpiti in 16 dipartimenti, con oltre 314 mila persone coinvolte, 31mila abitazioni distrutte e più di 171 mila danneggiate.
Tra le aree devastate figurano la circoscrizione dipartimentale che fa capo a Caldas, nella regione andina, e la città di Viterbo, dove 29 persone sono state assistite per le ferite riportate,67 edifici sono andati completamente in frantumi e altri 232 hanno subito danni, senza contare i problemi segnalati all’ospedale San José o alla rete dell’acquedotto. Ed è proprio in virtù di un tale quadro che il presidente Alessandro Romoli ha voluto dare il via al progetto, con l’obiettivo di mettere a disposizione uno strumento attraverso il quale cittadini, associazioni e attività della zona possano dare il proprio contributo.

Un’altra Viterbo in Colombia? Un nome che arriva dalla Tuscia
Al di là dell’intento puramente solidale, però, c’è un’altra ragione per la quale la Provincia ha scelto di attivarsi. La città colombiana, di appena 12mila abitanti, porta anch’essa il nome di Viterbo e fu fondata nel 1911 dal sacerdote Nazario Restrepo Botero. Si scelse di chiamarla così in omaggio a quella italiana in quanto quest’ultima era legata alla figura di monsignor Francesco Ragonesi, originario di Bagnaia e all’epoca delegato apostolico in Colombia. Il loro rapporto, dunque, risale a più di un secolo fa e a detta di Romoli “merita di essere riscoperto”, soprattutto in situazioni di difficoltà, incentivando la cooperazione fra territori e richiamando al senso di comunità e disponibilità ad aiutare.
Il decreto per formalizzare la sottoscrizione e attivare il conto dedicato è stato firmato, mentre restano da definire e comunicare le modalità operative per effettuare le donazioni. Il messaggio politico e istituzionale, però, è già chiaro, con l’ente provinciale disposto a fare la propria parte.


