L’Ebola in Africa fa paura, la malattia sembrava circoscritta al Congo ma in breve tempo il contagio è arrivato in ben dieci Paesi. L’Oms ripete che il rischio a livello globale è basso, ma i numeri cominciano a essere significativi. I casi sospetti sono 867 e ci sono già stati almeno 200 morti. “L’epidemia – fa sapere l’agenzia sanitaria africana (Africa cdc) – si sta diffondendo rapidamente. Abbiamo dieci paesi a rischio e sono Sud Sudan, Ruanda, Kenya, Tanzania, Etiopia, Congo, Burundi, Angola, Repubblica Centrafricana e Zambia“.
Gli esperti invitano a non sottovalutare i rischi anche per i Paesi occidentali. In prima linea per fronteggiare l’emergenza sono i team di Medici Senza Frontiere (Msf), che stanno lavorando giorno e notte a una risposta su larga scala: l’intervento si sta svolgendo in stretta collaborazione con le autorità sanitarie congolesi e con altri partner, inclusa l’Oms. “La sfida oggi – spiega la capo progetto di Msf a Goma, Valeria Greppi – è riuscire a curare i pazienti malati da Ebola, riuscire a tracciare i loro contatti e allo stesso tempo riuscire a garantire i servizi essenziali e l’accesso alle cure per altre malattie come la malaria, il colera e Hiv”.

