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Ebola, contagi in netto aumento: 344 solo in Congo (erano 220 pochi giorni fa)

Polemiche per il centro medico Usa per le quarantene in Kenya, riservato solo agli americani

Ebola, contagi in netto aumento: 344 solo in Congo (erano 220 pochi giorni fa)
Vanny Birungi, a Red Cross volunteer, on a house-to-house sensitisation campaign amid the Ebola outbreak in Bunia, Congo, Monday, May 25, 2026. (AP Photo/Moses Sawasawa) Associate Press/ LaPresse Only Italy and Spain

Il governo della Repubblica Democratica del Congo ha aggiornato il numero dei casi confermati di Ebola a 344, tra cui 60 decessi. L’epidemia è iniziata nella parte orientale del paese il 15 maggio. Nel suo ultimo bollettino, pubblicato su X poco prima di mezzanotte e aggiornato a lunedì, il ministero delle Comunicazioni congolese ha specificato che 322 casi e 46 decessi confermati sono stati registrati nella provincia di Ituri, epicentro dell’epidemia. L’epidemia si è diffusa inoltre nelle province congolesi orientali del Nord Kivu e del Sud Kivu, nonché nel territorio ugandese, dove sono stati registrati finora quindici contagi e un decesso. I numeri sono in netto aumento, solo pochi giorni fa il bollettino ufficiale era fermo a 220 casi accertati.

Il sindaco di La Linea de la Concepcion, nel sud della Spagna, ha vietato la disputa di una partita di calcio amichevole tra Cile e Repubblica Democratica del Congo per “cautela” vista l’epidemia di ebola nel Paese africano. L’incontro, in preparazione dei mondiali, si sarebbe dovuta tenere il 9 giugno. “Ho appena firmato il decreto con cui non è autorizzata la partita prevista per il 9 giugno nello stadio municipale tra le squadre della Repubblica Democratica del Congo e del Cile”, ha dichiarato Juan Franco in un audio messaggio. Il sindaco ha motivato la sua decisione con le “precauzioni sanitarie”, sulla base delle raccomandazioni delle autorità andaluse.

Il presidente del Kenya ha difeso l’apertura di un centro di quarantena per l’ebola destinato ai cittadini statunitensi, dopo che un tribunale ne aveva bloccato l’avvio e le forze di sicurezza avevano usato gas lacrimogeni contro i manifestanti. La struttura, costruita dagli Stati Uniti presso la base aerea di Laikipia in Kenya, avrebbe dovuto aprire la scorsa settimana, secondo quanto dichiarato da funzionari statunitensi, per mettere in quarantena gli americani provenienti dalla Repubblica Democratica del Congo.

Il centro, situato a circa 200 chilometri dalla capitale Nairobi, avrebbe dovuto disporre di 50 posti letto per l’isolamento e sarebbe stato gestito da personale medico statunitense. Ieri sono scoppiate violente proteste nei pressi della struttura, alimentate dalla rabbia per l’utilizzo del territorio keniota da parte degli Stati Uniti e per il trasferimento di pazienti affetti da ebola nel Paese. I manifestanti sono stati dispersi con gas lacrimogeni dalla polizia. In un post su X, il presidente William Ruto ha affermato che la struttura degli Stati Uniti “non è né unica né eccezionale, ma parte di un più ampio sistema nazionale di preparazione”, aggiungendo che “sarà lì per servire il popolo keniota e i nostri amici, compresi gli americani”.