L’Egitto è ancora nel caos. Non c’è infatti accordo sul nome di Mohamed El Baradei come premier ad interim dopo la deposizione del presidente Morsi. E la situazione rimane molto tesa con i sostenitori del deposto presidente ed i suoi avversari che hanno entrambi convocato per manifestazioni in tutto il Paese.
L’Alleanza Nazionale a Sostegno della Legittimità, un gruppo guidato dalla Fratellanza Musulmana, formato in questi giorni per difendere Morsi, ha lanciato un appello a manifestazioni di massa per “proteggere la rivoluzione”. L’Alleanza respinge la destituzione di Morsi ad opera dei militari e continua a considerarlo il legittimo presidente.
Nel campo opposto, il movimento popolare Tamarod che ha condotto le manifestazioni di massa per chiedere le dimissioni di Morsi, chiama gli egiziani a scendere ancora oggi in piazza per di difendere la “legittimità popolare”.
Le Forze Armate egiziane hanno chiuso tutte le strade e gli altri accessi al settore orientale del Cairo, così da impedirvi l’afflusso dei seguaci di Morsi e dei Fratelli Musulmani. L’obiettivo è evitare nuovi scontri tra sostenitori dell’opposizione laica e militanti islamisti.
Ad accrescere la tensione è l’incertezza sulla nomina del leader dell’opposizione Mohammed El Baradei come primo ministro ad interim, che ieri sera sembrava praticamente certa, ma che poi è stata bloccata. Il presidente ad interim Adly Mansour ha annunciato nella notte che “diversi nomi sono in discussione” per la guida del governo.
ESPLOSIONE IN UN GASDOTTO – Un’esplosione di natura ancora incerta ha colpito un gasdotto, che collega l’Egitto alla Giordania, nella penisola egiziana del Sinai, teatro di recenti attacchi terroristici. L’esplosione è avvenuta in piena notte. Non è chiaro se si sia trattato di un incidente o di un attentato. Il gasdotto, che trasporta gas verso la Giordania, è stato attaccato almeno una decina di volte dalla caduta del rais egiziano Hosni Mubarak nel 2011.
