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Esteri

Nel giorno in cui gli islamisti tornano in piazza in Egitto, al Cairo un emissario statunitense ha incontrato le nuove autorita' per chiedere un rapido ritorno alla democrazia. Il sottosegretario di Stato, William Burns, primo esponente dell'amministrazione Usa a visitare il Cairo dopo la destituzione del presidente islamista Mohammed Morsi, il 3 luglio, ha gia' incontrato il premier, Hazem al-Beblawi con cui - ha reso noto un comunicato- ha anche affrontato la situazione regionale e internazionale.

Burns, che parla l'arabo, e' arrivato in una capitale profondamente divisa ma in cui entrambe le fazioni guardano con sospetto agli Usa, la superpotenza che sostiene il Paese con 1,5 miliardi annui di dollari destinati per lo piu' alle forze armate. Washington ha cautamente aperto al governo di transizione, senza pero' neppure pronunciarsi se quello che lo ha prodotto sia stato un golpe o meno.

La piazza, comunque, soprattutto quella islamista, e' ostile a un ruolo Usa nella crisi. Nelle proteste e' apparso un gigantesco striscione con la foto dell'ambasciatore Usa, Anne Patterson, un'enorme X sul volto e la scritta: 'A casa, strega'. I sostenitori del Fratelli musulmani hanno convocato per oggi nuove proteste che si spera siano pacifiche, dopo che negli scontri all'indomani della caduta di Morsi erano morte 92 persone. Due file di blindati per il trasporto truppe sono schierati vicino alla piazza della moschea, nel nord-est del Cairo, dove stazionano i sostenitori di Morsi. Il filo spinato blocca la strada che porta alla caserma della Guardia repubblicana, teatro delle peggiori violenze una settimana fa. Nella calura estiva, a digiuno per il mese sacro dei musulmani, il Ramadan, molti manifestanti sostano sotto le tende e leggono il Corano. Nella notte, gli elicotteri militari che hanno sorvolato la zona hanno gettato volantini esortando i manifestanti a evitare violenze e a mettere fine al loro sit-in.

Intanto il premier Hazem al-Beblawi sta ultimando proprio in queste ore la definizione dell'esecutivo e la magistratura -che non allenta la presa sugli islamisti- ha congelato i beni dei 14 principali leader della Fratellanza Musulmana, tra i quali anche il capo, Mohamed Badie. Morsi e' detenuto in isolamento in una localita' sconosciuta, al momento senza un'incriminazione. La comunita' internazionale e' preoccupata per la sua prolungata detenzione, ma il miliardario egiziano Naguib Sawiris, cristiano e membro della famiglia che controlla l'impero Orascom, ha annunciato che "investira' come mai prima d'ora" nel Paese, ora che non e' piu' governato dai Fratelli Musulmani.

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