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Elezioni 2027, Tajani lancia l’allarme: “Possibili tentativi d’influenze russe sul voto in Italia. Intervenire in anticipo”

Dal Gymnich, Tajani ricorda gli attacchi informatici contro la Farnesina e annuncia che l’Italia continuerà a vigilare

Elezioni 2027, Tajani lancia l’allarme: “Possibili tentativi d’influenze russe sul voto in Italia. Intervenire in anticipo”

Tajani al Gymnich: “C’è il rischio di interferenza russa nelle elezioni dei Paesi dell’Ue. Asset russi a Kiev? Non siamo contrari”

Il rischio di possibili tentativi di interferenza russa nelle elezioni dei Paesi dell’Unione europea, Italia compresa, e il nodo giuridico legato all’eventuale confisca degli asset russi congelati per destinarli all’Ucraina. Sono questi alcuni dei temi affrontati dal ministro degli Esteri Antonio Tajani al suo arrivo al Gymnich, la riunione informale dei ministri degli Esteri dell’Ue in corso a Wicklow, in Irlanda. Rispondendo a una domanda sulla possibilità che la Russia possa tentare di influenzare le elezioni in Italia, Tajani ha sottolineato che si tratta di una questione che riguarda l’intera Unione europea e che, proprio per questo, è necessario intervenire prima che eventuali operazioni di interferenza possano concretizzarsi.

“È una questione generale, che riguarda tutta l’Unione Europea, ma non è da escludere che possano esserci tentativi di condizionare le elezioni dei Paesi dove si vota. Sono convinto che possa accadere, per questo bisogna intervenire in anticipo”. E ancora: “Non escludo che possano esserci tentativi da parte della Federazione Russa di interferire nella vita democratica dei paesi dell’Unione Europea, interferendo sulle libere elezioni democratiche che si svolgono nei nostri Paesi, cercando di condizionare con questa attività deprecabile la volontà popolare”. Un’ipotesi che il Ministro degli Esteri considera “veramente inaccettabile”; da qui la necessità di “vigilare, impedire che ci siano queste azioni da parte di un Paese con il quale noi non siamo in guerra”.

“Quindi – ha sottolineato – noi continueremo a vigilare, non è un caso che ci sia stata una riforma del ministero degli Esteri. Dal primo di gennaio c’è una direzione generale che si occupa della sicurezza, sia da un punto di vista politico sia da un punto di vista operativo, e non è un caso che ci sia una sala operativa che opera 24 ore su 24, proprio per respingere gli attacchi cibernetici, molti dei quali arrivano da hacker russi, contro le nostre sedi diplomatiche, contro il ministero”.

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A sostegno della necessità di mantenere alta l’attenzione, Tajani ha citato anche un episodio avvenuto in occasione della prima visita in Italia del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, quando un attacco informatico colpì il sito della Farnesina proprio mentre l’aereo del leader ucraino arrivava all’aeroporto di Ciampino: “I precedenti ci sono e noi vigiliamo perché possa essere garantita sempre comunque la vita democratica nei nostri Paesi”, ha detto.

Il confronto al Gymnich ha riguardato anche un altro dossier legato alla guerra in Ucraina: la possibilità di confiscare gli asset russi congelati e utilizzare le risorse per sostenere Kiev. “Noi non siamo contrari in linea di principio, però bisogna vedere se ci sono le posizioni giuridiche per farlo. Il tema è sempre stato quello, che ci possono essere dei problemi di tipo giuridico per poter intervenire: ne abbiamo parlato più volte e la decisione non è stata presa proprio per questo motivo, non da un punto di vista politico, ma proprio da un punto di vista legale”, ha aggiunto.

Il Ministro ha poi replicato alle accuse contenute in un articolo del Financial Times, che definisce l’eurodeputato Vannacci “un cavallo di Troia della Russia”: “Il Financial Times può scrivere quello che vuole. Bisogna sempre poi provare quello che si dice. Mi auguro che questo sia assolutamente falso”.

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