Flavio Bolsonaro, candidato alle presidenziali in Brasile, ha presentato un’istanza al tribunale elettorale chiedendo l’annullamento della candidatura del suo rivale, il presidente Luiz Inacio Lula da Silva, per presunte attività di propaganda illegale pubblicate da un account WhatsApp del governo. Nell’istanza presentata al Tribunale Elettorale Superiore, redatta dagli avvocati di Bolsonaro e visionata dall’Afp, si parla di “abuso di potere” da parte di Lula nella diffusione di massa di messaggi governativi durante il periodo della campagna elettorale tramite la piattaforma Whatsapp.
Il clima è infuocato in vista del ballottaggio di domenica. Due candidati, due generazioni e due visioni opposte del Brasile, protagonisti di un dibattito in tv che si è trasformato rapidamente in uno scontro personale. Da una parte Lula, 80 anni, in abito grigio scuro e cravatta con i colori della bandiera nazionale. Dall’altra Flávio Bolsonaro, 45 anni, completo blu senza cravatta, che durante gli interventi del presidente ha più volte passeggiato alle sue spalle, gesticolando e scuotendo la testa. Un atteggiamento contestato dallo staff di Lula, mentre la tensione tra le due delegazioni è salita fino a sfiorare lo scontro fisico.
La battuta più tagliente arriva quando Bolsonaro cerca di mettere in difficoltà il presidente sul consenso raccolto tra i detenuti. “Ti sei chiesto perché il 75% dei carcerati vota per te?”, domanda il senatore. Lula non si scompone e ribalta la provocazione: “Vorrei che mi votasse il 100%. Voglio anche il voto di tuo padre. Jair, vota per me, conosci tuo figlio e sai che sono meglio di lui”.
Il confronto televisivo arriva dopo un primo turno che ha ribaltato le previsioni della vigilia. Il 4 ottobre Flávio Bolsonaro ha ottenuto il 47% dei voti, contro il 45% di Lula, che cerca un quarto mandato presidenziale non consecutivo. Secondo l’ultimo sondaggio Datafolha, i due candidati sono in una situazione di sostanziale parità: 51% delle intenzioni di voto valide per Bolsonaro e 49% per Lula, uno scarto compreso nel margine di errore.
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