A- A+
Esteri

Di Tommaso Cinquemani
 twitter@Tommaso5mani

dr magri

Se i liberali non dovessero entrare in Parlamento "Angela Merkel sarebbe costretta a formare una grande coalizione con l'Spd", ma "qualunque sia l'esito delle elezioni difficilmente questo potrà segnare un concreto cambio di rotta di Berlino nei confronti dell'Unione europea". Paolo Magri, direttore dell'Istituto per gli Studi di Politica Internazionale (Ispi), analizza con una intervista ad Affaritaliani.it le elezioni tedesche. "L'unica variabile potrebbe essere l'ingresso nel Bundestag di Alternative für Deutschland, il partito euroscettico". Magri tuttavia esclude l'ipotesi di una 'Europa a due velocità': "Berlino sa che questa soluzione potrebbe compromettere l'intero progetto dell'Unione". L'ipotesi di avere un Europarlamento euroscettico nel 2014 non è però da escludere, ma "dipenderà quasi esclusivamente da quello che accadrà nei prossimi mesi nei singoli paesi colpiti dalla crisi". E sulle pessime performance dell'Spd: "E' ai minimi storici perché i tedeschi non avvertono il bisogno di cambiamento. E perché Peer Steinbruck non è stato empatico con gli elettori".
 

Il popolo tedesco è chiamato alle urne. Tutti i sondaggi danno in testa la Cdu, il partito del cancelliere Angela Merkel, ma il possibile flop dei liberali potrebbe costringere il partito ad una alleanza con la Spd. Quali sono gli scenari possibili?
"Le recenti elezioni in Baviera, nelle quali, come previsto, la CSU è stata riconfermata, ci offrono un interessante spunto: in queste elezioni la Fdp, il partito liberale, ha subito una pesante sconfitta, non riuscendo a raggiungere nemmeno la soglia di sbarramento, che in Germania è del 5%. Se questo pessimo risultato si replicasse anche domenica per le elezioni federali, Angela Merkel sarebbe con ogni probabilità costretta a formare una "grande coalizione" con l'Spd; per scongiurare questa ipotesi, alcuni elettori della Cdu potrebbero scegliere di esprimere un voto "tattico", votando Fdp e assicurando dunque la replica dell'attuale coalizione di governo: Cdu/Csu-Fdp".

Sarebbe possibile, numeri permettendo, un governo Spd-Verdi-Linke? Come cambierebbe la politica tedesca in questo caso?
"Sarebbe possibile ma altamente improbabile. I sondaggi danno la Cdu in netto vantaggio sulle altre formazioni politiche: il partito guidato da Angela Merkel naviga a vele spiegate verso la rielezione con un 40% di consensi, mentre l'Spd, il secondo partito per numero di preferenze, è attorno al 25%. Nella remota ipotesi di una vittoria Spd, e quindi di un'alleanza di governo Spd-Verdi-Linke, l'asse della politica tedesca potrebbe spostarsi verso sinistra: l'Spd sta basando la propria campagna su una maggiore giustizia sociale e un giro di vite sulle banche. I Verdi si confermano i portavoce dell'ambientalismo, mentre Die Linke, alfiere del pacifismo, sta insistendo molto sul ritiro della Germania dall'Afghanistan".
 
 

La Spd è ai minimi storici e in campagna elettorale non è stata capace di far sentire la propria voce. Che cosa ha sbagliato la socialdemocrazia tedesca?
"L'Spd è ai minimi storici per due ragioni principali: in primo luogo il fatto che i tedeschi non avvertono il bisogno di cambiamento, si dicono soddisfatti dei risultati ottenuti dalla Germania guidata da Angela Merkel, che, per l'appunto, sta conducendo una campagna all'insegna della promessa di 'non cambiamento', nel senso del mantenimento della stabilità. In secondo luogo, i socialdemocratici subiscono il danno di immagine provocato dal leader dell'Spd, Peer Steinbruck, che non è stato in grado di essere empatico con gli elettori: proverbiale, in questo senso, la gaffe che l'ha visto affermare che il cancelliere dovrebbe avere uno stipendio più alto".

La vittoria alle elezioni cambierà qualcosa nella politica europea della Merkel? Ci sarà spazio per una maggiore flessibilità oppure si continuerà sulla strada del rigore? La Grosse Koalition potrebbe 'ammorbidire' le posizioni del governo?
"Se le previsioni venissero confermate (probabile vittoria della CDU di Angela Merkel) ben poco cambierà sia all'interno degli equilibri tedeschi che, di conseguenza, nel più ampio quadro europeo. Una vittoria della CDU non dovrebbe portare a particolari cambiamenti di rotta soprattutto nei confronti della politica di austerity finora promossa in Europa. Certamente la presenza dei socialdemocratici in una coalizione di governo forzata e sbilanciata a favore della CDU-CSU potrebbe smussare alcuni angoli senza, tuttavia, modificare in sostanza la politica estera europea della Germania. In realtà qualunque sia l'esito delle elezioni tedesche difficilmente questo potrà segnare un concreto cambio di rotta di Berlino nei confronti dell'Unione europea. L'unica variabile, anche in chiave europea, potrebbe essere l'ingresso nel Bundestag di Alternative für Deutschland (AfD), il partito euroscettico guidato dall'economista Bernd Lucke, che potrebbe sfruttare l'occasione per paralizzare l'attività europea del governo di Berlino".
 
 
La situazione critica in Portogallo e Grecia, nonché in Spagna e Italia, a che conseguenze può portare? La Germania potrebbe spingere verso una "Europa a due velocità"?
"La difficile situazione di questi paesi è sicuramente un fattore di instabilità per l'Europa. I paesi che si considerano 'virtuosi' - Germania in testa -  insistono affinché i paesi meno virtuosi mettano in campo misure per risanare le proprie finanze dimostrando di avere 'imparato la lezione'. Sono misure dolorose che possono creare reazioni di rigetto che già si intravedono in Grecia: ciò potrebbe spingere la Germania a farsi portavoce di una 'Europa a due velocità'. Questa soluzione - di per sé poco auspicabile -  non risulta essere però molto probabile: la Germania sa che una 'Europa a due velocità' potrebbe compromettere l'intero progetto europeo e sa anche che le interdipendenze economiche e politiche fra gli stati renderebbero operativamente complessa la separazione dei due gruppi di paesi".
 
 
Se in Germania l'euroscetticismo non ha preso piede, negli altri paesi europei, soprattutto in quelli colpiti dalla crisi, sta raccogliendo sempre più consensi. Le elezioni europee di primavera ci consegneranno un Parlamento euroscettico?
"In realtà in base agli ultimi instant-poll della Spiegel, L'AfD di Bernd Lucke dovrebbe riuscire a superare la soglia di sbarramento del 5% necessaria ad entrare nel Bundestag. Una tale eventualità potrebbe essere un grande problema per la Merkel perché le renderebbe ancora più difficile la possibilità di formare una coalizione di governo CDU-CSU insieme ai alleati naturali, i liberali della FDP, dati in sostanziale calo nei sondaggi proprio a scapito degli euroscettici. Questo però non significa che il risultato tedesco debba necessariamente essere un traino vincente per i movimenti/partiti euroscettici europei. Infatti, le dinamiche che muovono questi gruppi sono diverse da paese a paese e non tutti i partiti possono essere classificati sotto l'etichetta di euroscettici. In realtà lo scenario di avere un Parlamento europeo euroscettico dipenderà quasi esclusivamente da quello che accadrà nei prossimi mesi nei singoli paesi colpiti in maniera più o meno dura dalla crisi. Se si alimenterà un clima di grande instabilità e malcontento sociale, in questo caso le prossime elezioni europee rischierebbero di registrare la vittoria di forze politiche euroscettiche e/o nazionalistiche rendendo di fatto necessario una profonda riflessione sull'attuale sistema e organizzazione non solo della moneta unica ma anche della stessa Unione".

Tags:
germaniaelezionipaolo magrimerkel
in evidenza
Paola Ferrari in gol, sulla barca "Niente filtri". Che bomba, foto

Sport

Paola Ferrari in gol, sulla barca
"Niente filtri". Che bomba, foto

i più visti
in vetrina
SPID, tutto ciò che c'è da sapere sull'utile e innovativo sistema informatico

SPID, tutto ciò che c'è da sapere sull'utile e innovativo sistema informatico


casa, immobiliare
motori
Peugeot rinnova la gamma 508

Peugeot rinnova la gamma 508


Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Angelo Maria Perrino - Reg. Trib. di Milano n° 210 dell'11 aprile 1996 - P.I. 11321290154

© 1996 - 2021 Uomini & Affari S.r.l. Tutti i diritti sono riservati

Per la tua pubblicità sul sito: Clicca qui

Contatti

Cookie Policy Privacy Policy

Cambia il consenso

Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.