Sotto la caldera di Kikai, nel sud del Giappone, gli scienziati hanno trovato le prove che nuovo magma sta alimentando un grande serbatoio sotterraneo. La scoperta è importante, ma non significa che sia imminente una grande eruzione e non ha determinato un aumento del livello di allerta, che resta a 2 su una scala di 5. Kikai è una vasta caldera quasi completamente sommersa a sud dell’isola di Kyushu, nota per avere prodotto circa 7.300 anni fa una delle maggiori eruzioni dell’Olocene.
Eruzione vulcanica, cosa hanno scoperto sotto Kikai
Lo studio, pubblicato su Communications Earth & Environment da ricercatori della Kobe University e di Jamstec, ha utilizzato indagini sismiche per ricostruire la struttura sotto la caldera. I dati hanno individuato un’anomalia a bassa velocità a una profondità compresa tra circa 2,5 e 6 chilometri, interpretata come un grande serbatoio magmatico.
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La percentuale di materiale fuso viene stimata attorno al 3-6%, con un massimo teorico nell’ordine del 10%. Gli studiosi ritengono che magma più recente stia venendo nuovamente immesso nel sistema che alimentò l’antica eruzione di Kikai-Akahoya. Questo processo viene definito “re-iniezione” o ricarica del serbatoio.
C’è il rischio di una nuova super-eruzione vulcanica?
La scoperta non equivale alla previsione di una nuova eruzione catastrofica. Gli stessi ricercatori sottolineano che conoscere la presenza di magma è essenziale per capire come le grandi caldere si ricostituiscono dopo un’eruzione, ma non permette da sola di stabilire se e quando avverrà un nuovo evento.
Kikai, inoltre, non è un sistema completamente dormiente. Attività vulcanica recente interessa soprattutto Iodake, sull’isola di Satsuma-Iojima, parte emersa del bordo della caldera. Il 28 ottobre 2026 il Tokyo Volcanic Ash Advisory Center ha segnalato un’eruzione a Satsuma-Iojima, con emissioni osservate dal sistema di monitoraggio giapponese.
Eruzione vulcanica, il livello di allerta resta a 2
Nonostante l’attività osservata e la nuova ricerca sul serbatoio magmatico, la Japan Meteorological Agency mantiene l’Alert Level 2, cioè restrizioni nelle immediate vicinanze del cratere. Le autorità raccomandano cautela entro circa 500 metri dal cratere di Iodake, ma al momento non risultano nuove misure di evacuazione o un innalzamento dell’allerta.
La scoperta del nuovo magma aumenta quindi soprattutto l’interesse scientifico e la necessità di monitorare Kikai: non rappresenta, da sola, il segnale di una super-eruzione imminente.
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