A- A+
Esteri

Di Gianni Pardo

Jean-Marie Colombani, è stato per anni, fino al 2007, il direttore di “Le Monde”, in un certo senso il modello della nostra “Repubblica”. Oggi scrive un articolo(1) sul possibile intervento occidentale contro Assad. Il testo contiene molti dati esatti purtroppo mescolati - secondo la tecnica più o meno cosciente della disinformazione di sinistra - con quelli falsi, in modo da far viaggiare i secondi col biglietto dei primi. La denuncia di Colombani dell’inazione occidentale si appoggia sull’uso delle armi chimiche che “era stato proibito all’indomani della Prima Guerra Mondiale. Gasare civili è un crimine di natura particolare, che deve restare fuori legge”. In realtà la proibizione riguarda le armi chimiche in quanto tali, non in quanto usate contro la popolazione civile. Ma accennare alla morte di militari non commuove nessuno. Si sa, sono mandati lì a morire da governanti guerrafondai. E allora un buon giornalista di sinistra parla della popolazione civile, che meglio sollecita l’emotività dei lettori. “Non fare nulla equivarrebbe ad accettarne la banalizzazione”, dice Colombani. pur riconoscendo che "i raid aerei [sarebbero] limitati e di breve durata, perciò destinati ad avere un effetto simbolico”. Ma un effetto simbolico non sarebbe capace di evitare la banalizzazione. Dunque forse è ipocrita, lo si invoca appassionatamente soltanto per avere la coscienza tranquilla. La realtà è che l’idea di una polizia internazionale che intervenga a sedare le risse e castigare i bulli è semplicemente irrealizzabile. E dunque stupida. La stessa Onu non ha un esercito e ogni volta che ha agito lo ha fatto perché le ha prestato il proprio chi aveva interesse all’azione. Ciò corrisponde a dire che non si interviene in nome del diritto o della morale ma di quell’interesse, e sempre che non costi troppo.

Nessuno sarebbe intervenuto contro Mao Tse Tung, che pure faceva morire di fame milioni di cittadini, per non parlare di quelli massacrati nei lager. Tutto il discorso crolla, se lo si esamina seriamente. Il giornalista sostiene inoltre che in larga misura l’ostilità dell’opinione pubblica europea a questo intervento dipende dal timore di “assistere a un remake dell’Iraq”, cioè una spedizione “Fondata sulla menzogna delle armi di distruzione di massa”. Con classico procedimento di sinistra, ecco afferma senza tentennamenti la malafede del Presidente americano, e la dimostra col semplice fatto di darla per sicura. Il lettore pensa: “non è possibile che non sia vero. Non oserebbe dirlo in questo modo”. Perché il galantuomo non conosce l’audacia dei fanatici. Mentre Colombani ora, con la stessa serenità, è sicuro della responsabilità di Assad perché lo dice il Presidente americano e perché conviene alla sua tesi. Più oltre infatti il giornalista scrive che “la Francia è pronta a impegnarsi con l’uso della forza contro un dittatore assassino”. E scrivendo questo dimostra una visione semplicistica della Siria. George Friedman, che la geopolitica potrebbe insegnargliela, proprio in questi giorni scrive che in quel Paese non si ha “simply a personal tyranny but a government with a lot of people with a stake in it”, non si ha semplicemente una tirannia personale ma un governo con un bel po’ di gente che ha un forte interesse in esso (George Friedman, Stratfor 0903). E come dare disinvoltamente dell’assassino a qualcuno, quando ancora potrebbe risultare che i gas li hanno usati i ribelli? Ancora una volta, secondo la nota tecnica, si dànno per certi fatti incerti, in modo da far passare il messaggio. L’ostilità dell’opinione pubblica internazionale, per l’editorialista, deriva dall’esperienza irakena, mentre “Più pertinente sarebbe l’analogia con il Kosovo”.

E qui purtroppo la tesi incappa nelle complete e documentatissime obiezioni di Robert Kaplan(2), cui si rinvia. Questo parallelo l’ex direttore del Monde se lo poteva risparmiare. E quando infine cerca di dimostrare perché la Francia farebbe bene ad intervenire, si dà la zappa sui piedi in modo clamoroso. “François Hollande, scrive, è a giusto titolo ossessionato dal timore del declino” della Francia, dall’obbligo che essa ha di ritrovare la sua “sovranità”e di fare in modo che “possa mantenere il suo rango”. Ma, si risponderebbe, non è che otterrà tutte queste belle cose menando le mani a vanvera e mettendosi nei guai. Una grande potenza non si dimostra tale per la sua aggressività ma per la prudenza e l’avvedutezza con cui esercita la sua forza. La sinistra internazionale ha criticato per decenni la tendenza degli Stati Uniti ad intervenire nella politica degli altri Paesi e ora un intellettuale di sinistra chiede alla Francia di comportarsi da bullo di quartiere e ammazzasette. E non per risolvere una sanguinosa guerra civile, soltanto per compiere, insieme con altri, un gesto simbolico e moralistico. Piuttosto poco, se si tendeva allo splendore del Re Sole.

pardonuovo.myblog.it

Tags:
sinistraguerra
in evidenza
Paola Ferrari in gol, sulla barca "Niente filtri". Che bomba, foto

Sport

Paola Ferrari in gol, sulla barca
"Niente filtri". Che bomba, foto

i più visti
in vetrina
SPID, tutto ciò che c'è da sapere sull'utile e innovativo sistema informatico

SPID, tutto ciò che c'è da sapere sull'utile e innovativo sistema informatico


casa, immobiliare
motori
Peugeot rinnova la gamma 508

Peugeot rinnova la gamma 508


Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Angelo Maria Perrino - Reg. Trib. di Milano n° 210 dell'11 aprile 1996 - P.I. 11321290154

© 1996 - 2021 Uomini & Affari S.r.l. Tutti i diritti sono riservati

Per la tua pubblicità sul sito: Clicca qui

Contatti

Cookie Policy Privacy Policy

Cambia il consenso

Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.