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Francia, 1.200 fermi e un morto dopo le proteste contro il carovita: sindaci chiedono un incontro a Lecornu

855 fermi solo a Parigi, un record

Francia, 1.200 fermi e un morto dopo le proteste contro il carovita: sindaci chiedono un incontro a Lecornu

Francia, violenze e saccheggi dopo i cortei: incendiato il municipio di Limoges

Sono 1.200 le persone fermate ieri in Francia nel corso dei disordini scoppiati durante le manifestazioni contro il carovita, di cui 855 solo a Parigi. Nella capitale, tredici tra agenti di polizia e gendarmi, e due vigili del fuoco sono rimasti feriti. Il premier Sébastien Lecornu ha assicurato: “Sarà fatta giustizia”. A mezzanotte, secondo quanto riferito da BfmTv, il capo del governo si è recato a incontrare alcuni agenti insieme al ministro dell’Interno Laurent Nuñez. Nel corso della visita, Lecornu ha voluto esprimere il sostegno dell’esecutivo alle forze dell’ordine: “Sono venuto a dirvi che vi sosteniamo”.

La giornata di protesta ha coinvolto centinaia di migliaia di persone in tutto il Paese. Secondo gli organizzatori, i partecipanti sono stati circa 800mila, mentre per il governo il numero si è fermato a 550mila. A Parigi, in particolare, sarebbero scese in strada 110mila persone. Alle manifestazioni pacifiche di studenti e gilet gialli si sono affiancati episodi di violenza attribuiti a gruppi di infiltrati e ai cosiddetti black bloc. Il ministro dell’Interno Nuñez ha parlato della presenza di “delinquenti e teppisti”, prevedendo danni “estremamente significativi”. Inoltre, un manifestante sceso in strada ieri a Parigi contro il carovita è morto per arresto cardiaco, dopo essere svenuto mentre sfilava su Boulevard Magenta. 

Saccheggi e incendi

Dopo le violenze, in diverse città francesi è iniziata la valutazione dei danni provocati durante i disordini. Vetrine distrutte, negozi saccheggiati e strutture pubbliche danneggiate sono tra le conseguenze degli episodi registrati nel corso della giornata. A Bordeaux, alcuni vandali sono riusciti a entrare nella prefettura, mentre a Lione le fiamme hanno colpito un ufficio turistico. A Marsiglia, invece, è stata danneggiata la statua della Marianna situata all’ingresso del municipio. La situazione più grave si è registrata a Limoges, dove un incendio ha quasi completamente distrutto il municipio, un edificio storico costruito nel 1883.

Di fronte alla portata dei danni, i sindaci delle città maggiormente colpite, Parigi, Lione e Marsiglia, hanno chiesto un incontro con il premier Lecornu. L’obiettivo è affrontare le conseguenze delle violenze e fare il punto sulle misure necessarie per sostenere i territori coinvolti.

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