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Gasolio, elezioni e pressioni di Trump su Zelensky. Il generale Rossi: “L’Europa deve diventare una potenza militare”

Il generale Rossi analizza ad Affaritaliani l’intesa USA-Mosca sul diesel e i veri obiettivi dietro le mosse di Trump

Gasolio, elezioni e pressioni di Trump su Zelensky. Il generale Rossi: “L’Europa deve diventare una potenza militare”
Domenico Rossi

Ucraina, il Generale Rossi: “Dall’intesa Trump-Mosca la spinta decisiva per la difesa autonoma della UE”

“Le ultime iniziative del Presidente Trump sembrerebbero essere state condotte in totale autonomia e per i soli interessi americani, con l’effetto di incidere negativamente sulla fiducia reciproca nei rapporti politici con l’Europa e sulla tenuta dell’Alleanza”. È questa la posizione del Generale Domenico Rossi, già sottosegretario alla Difesa e profondo conoscitore delle dinamiche geopolitiche e militari, in merito alle recenti evoluzioni del conflitto tra Russia e Ucraina.

Analizzando lo stato del conflitto sul terreno, il Generale Rossi dichiara: “Nel conflitto tra Ucraina e Russia è continuata la pressione russa senza però conseguire sostanziali successi. In questa fase di stallo, le azioni principali sono state compiute con attacchi di missili e droni su obiettivi strategici e civili. Gli attacchi ucraini si sono concentrati in particolare sulle raffinerie russe, danneggiandone diverse e provocando una sostanziale diminuzione della produzione“.

Sulle recenti mosse di Washington e sull’accordo energetico con Mosca, il Generale spiega: “Il Presidente Trump è intervenuto ritenendo che l’alto prezzo del gasolio sia da attribuire agli attacchi dell’Ucraina alle raffinerie russe e non alla guerra con l’Iran con la successiva chiusura dello stretto di Hormuz. Secondo fonti europee, Trump avrebbe minacciato di sospendere l’approvvigionamento di armi all’Ucraina per spingere Kiev a fermare i raid. Di fronte al rifiuto di Zelensky, Trump ha annunciato un accordo con la Russia sulle esportazioni di gasolio, sospendendo per sei mesi le sanzioni statunitensi”.

Entrando nel merito delle cifre dell’intesa, Rossi sottolinea: “La quantità di carburante in gioco non può risolvere il problema di fondo della disponibilità energetica. Si tratta infatti di circa 2,2 milioni di barili subito e 3,7 milioni in seguito: volumi contenuti se si considera che nel mondo si consumano circa 30 milioni di barili di gasolio al giorno e che la sola Russia, a regime, ne esportava 800mila al giorno. Questa intesa non può che essere interpretata come il tentativo del Presidente americano di far abbassare velocemente il prezzo dei carburanti e ridurre le critiche in vista delle elezioni di metà mandato, dato che l’aumento del costo della vita lo penalizza fortemente nei sondaggi”.

Riguardo alle conseguenze politiche e alle dichiarazioni su Kiev, il Generale aggiunge: “Dopo poche ore dall’accordo, Trump ha dichiarato che è giunto il momento che l’Ucraina abbia un nuovo presidente, accusando Zelensky di non voler raggiungere un’intesa e di creare problemi al mondo con gli attacchi alle raffinerie. Successivamente, con un messaggio su Truth Social, Trump ha annunciato l’entrata in vigore immediata di un cessate il fuoco energetico. Tuttavia, la mancanza di dettagli ha portato Zelensky a precisare di non esserne a conoscenza, pur dichiarandosi pronto ad accettarlo qualora la tregua sia rispettata anche dai russi. Di fatto, nonostante l’annuncio, la Russia ha continuato a colpire le infrastrutture energetiche ucraine”.

Infine, il Generale Rossi conclude con una riflessione sul ruolo dell’Unione Europea nello scacchiere globale: “Quanto accaduto nuoce alla compattezza nel supporto all’Ucraina e lascia forti dubbi sul punto di caduta finale di queste azioni. Se mai ci fossero stati dubbi sulla necessità di costituire un’Europa che sia vera espressione geopolitica e militare, questi non possono che essere definitivamente tramontati”.

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