Gaza, la pioggia invade le tende degli sfollati: oltre 1.500 richieste di soccorso
Vento forte e piogge torrenziali hanno aggravato le condizioni di vita della popolazione sfollata nella Striscia di Gaza. La prima grande tempesta della stagione ha provocato l’allagamento di migliaia di tende, lasciando famiglie senza materassi, vestiti e coperte. Le aree più colpite sono quelle della zona centrale, in particolare Deir al-Balah, dove l’acqua si è accumulata tra gli accampamenti e ha invaso i rifugi di fortuna. Per oltre due milioni di palestinesi, in gran parte costretti ad abbandonare le proprie abitazioni durante la guerra iniziata nell’ottobre 2023, l’arrivo della stagione fredda rappresenta una nuova emergenza. Le strutture temporanee, spesso prive di protezioni adeguate, non riescono a riparare gli sfollati dalle precipitazioni e dal vento.
La situazione è particolarmente difficile a Deir al-Balah, dove, secondo le testimonianze degli abitanti, le acque reflue fuoriuscite dai sistemi fognari danneggiati si sono mescolate all’acqua piovana, peggiorando le condizioni igieniche degli accampamenti. Molte famiglie hanno cercato di limitare i danni con mezzi di fortuna: pale, attrezzi rudimentali e barriere di terra improvvisate per impedire all’acqua di entrare nelle tende. Altri hanno tentato di drenare manualmente i rifugi.
La Protezione civile di Gaza ha riferito di aver ricevuto oltre 1.500 richieste di intervento da parte di sfollati colpiti dagli allagamenti in diverse zone della Striscia. Le operazioni di soccorso sono però ostacolate dalla mancanza di carburante, veicoli e attrezzature necessarie per rimuovere l’acqua dagli accampamenti. Una difficoltà che si aggiunge ai danni già subiti dalle infrastrutture durante il conflitto.
La tempesta ha interessato anche edifici residenziali danneggiati dalla guerra. Nel campo profughi di Al-Nuseirat, nella zona centrale della Striscia, le squadre di emergenza hanno evacuato alcuni residenti da un edificio prima che una parte della struttura crollasse sotto la forza del vento e delle precipitazioni. Non sono stati segnalati feriti.
L’allarme dell’Onu: servono 121mila tende per affrontare l’inverno
La nuova emergenza arriva mentre le Nazioni Unite segnalano una grave carenza di materiali per l’accoglienza degli sfollati. Secondo l’Ufficio per il coordinamento degli affari umanitari (OCHA), al primo novembre nella Striscia servivano circa 121mila tende, 561mila teloni e 1,7 milioni di materassi per prepararsi alla stagione fredda e piovosa. Le organizzazioni umanitarie presenti sul territorio disponevano invece di appena 2.800 tende circa. A rallentare gli interventi sono la mancanza di finanziamenti, le restrizioni all’ingresso dei materiali essenziali e i ritardi nelle autorizzazioni.
Negli ultimi due mesi, secondo le informazioni ufficiali del Cogat, a Gaza sono entrate nuove forniture, tra cui migliaia di tende e autopompe per il drenaggio dell’acqua. Non è tuttavia chiaro se tutte le attrezzature siano già operative.
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